• Legge Pinto

Diritto e Internet

Diritto dell’informatica

Sono affrontate, soprattutto, le questioni relative alla brevettabilità dei software, al commercio elettronico (e-commerce), al contratto telematico, alla tutela del diritto d’autore, del diritto alla personalità e della privacy, al risarcimento dei danni da diffamazione ed alla tutela del consumatore telematico.

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Novità giurisprudenziali:

  • 27/07/2015 – Cassazione civile sez. III 27 luglio 2015 n. 15763

    Le disposizione degli artt. 96 e 97 della legge n. 633/1941 affermano il principio della necessità del consenso della persona interessata ai fini dell’esposizione del suo ritratto (è tale è sicuramente la pubblicazione continuativa su un sito internet accessibile da parte di un numero indeterminato di utenti) e anche laddove si possa prescindere da tale consenso (come in relazione ad eventi “svoltisi in pubblico”) permane tuttavia il divieto di esposizione allorquando la stessa rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata.

  • 11/06/2015 – Corte giustizia UE sez. III 11 giugno 2015 n. 1

    La direttiva 2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale), come modificata dalla direttiva 2009/136/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, deve essere interpretata nel senso che le tariffe speciali e il meccanismo di finanziamento previsti, rispettivamente, agli articoli 9 e 13, paragrafo 1, lettera b), di detta direttiva si applicano ai servizi di abbonamento Internet che richiedono una connessione a Internet in postazione fissa, ma non ai servizi di comunicazione mobile, compresi i servizi di abbonamento Internet forniti attraverso detti servizi di comunicazione mobile. Qualora questi ultimi servizi siano resi accessibili al pubblico, nel territorio nazionale, come «servizi obbligatori supplementari», ai sensi dell’articolo 32 della direttiva 2002/22, come modificata dalla direttiva 2009/136, il loro finanziamento non può essere garantito, nel diritto nazionale, da un meccanismo che preveda la partecipazione di specifiche imprese (la Corte si è così pronunciata nell’ambito di una controversia fra due società di telecomunicazioni e le autorità belghe relativamente all’applicazione della normativa dello stato che impone agli operatori che forniscono ai consumatori servizi di comunicazione mobile e/o di abbonamento Internet di contribuire al finanziamento del costo netto di tali servizi).

  • 05/03/2015 – Diritti d’autore, utilizzazione economica, Corte di Giustizia UE, sez. IV, 05/03/2015 n. 463

    La direttiva 2001/29 non osta a una normativa nazionale che preveda un equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione per le riproduzioni di materiali protetti effettuate da una persona fisica a partire o mediante un dispositivo appartenente a terzi(la Corte si è così pronunciata nell’ambito della controversia tra la società di gestione che rappresenta i titolari dei diritti di autore su opere sonore e audiovisive danesi e una società che commercializza telefoni cellulari e le relative schede di memoria, diverse dalla SIM, su cui è possibile archiviare foto, vari documenti -anche audiovisivi ed APP- scaricati da Internet o da DVD, CD, lettori MP3 o da computer di proprietà dell’utilizzatore circa il pagamento del prelievo diretto a finanziare l’equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione prevista all’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 29 del 2001).

  • 05/03/2015 – Diritti d’autore, utilizzazione economica, Corte di Giustizia UE, sez. IV, 05/03/2015 n. 463

    L’attuazione delle misure tecnologiche previste all’articolo 6 della direttiva 2001/29 per i dispositivi utilizzati al fine di riprodurre materiali protetti, come i DVD, i CD, i lettori MP3 o i computer, non può incidere sull’obbligo di equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione per le riproduzioni a titolo privato effettuate a partire da simili dispositivi. Tuttavia, tale attuazione può avere un impatto sul livello concreto di detto compenso (la Corte si è così pronunciata nell’ambito della controversia tra la società di gestione che rappresenta i titolari dei diritti di autore su opere sonore e audiovisive danesi e una società che commercializza telefoni cellulari e le relative schede di memoria, diverse dalla SIM, su cui è possibile archiviare foto, vari documenti -anche audiovisivi ed APP- scaricati da Internet o da DVD, CD, lettori MP3 o da computer di proprietà dell’utilizzatore circa il pagamento del prelievo diretto a finanziare l’equo compenso in base all’eccezione al diritto di riproduzione prevista all’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 29 del 2001).

  • 25/08/2014 – Diffamazione, responsabilità civile, Cass. civ., sez. III, 25/08/2014 n. 18174

    È risarcibile il danno ingiusto per lesione alla reputazione professionale arrecata attraverso la diffusione a mezzo internet di comunicati stampa dal contenuto altamente denigratorio, perché allusivi di un’immagine di un soggetto, nella sua veste di dirigente di un laboratorio di fisica, foraggiato da terzi per esprimere un giudizio di innocuità degli effetti delle onde elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari.

  • 25/08/2014 – Cassazione civile sez. III 25 agosto 2014 n. 18174

    L’inserimento in internet di informazioni lesive dell’onore e della reputazione altrui costituisce diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595, terzo comma, cod. pen., commessa con altro mezzo di pubblicità rispetto alla stampa, sicché anche in questo caso trovano applicazione gli stessi limiti derivanti dal bilanciamento tra il diritto di critica o di cronaca e quello all’onore e alla reputazione, quali la verità obiettiva delle informazioni (verità anche solo putativa, purché frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca), la continenza delle espressioni usate e l’interesse pubblico all’informazione (cosiddetta pertinenza). (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto responsabile il gestore di un sito internet per avervi inserito notizie incomplete e dal tono insinuante e, in particolare, per aver omesso di riferire l’esito positivo di procedimenti penali e amministrativi nei confronti del diffamato – dirigente del laboratorio di fisica dell’Istituto superiore di sanità – in relazione alla denuncia di avere ricevuto denaro da una multinazionale produttrice di telefoni cellulari, per affermare l’innocuità delle onde elettromagnetiche emesse dagli apparecchi).

  • 05/06/2014 – Internet – Diritto di autore – Corte di Giustizia UE, sez. IV, 05/06/2014 n. 360

    L’articolo 5 della direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, dev’essere interpretato nel senso che le copie sullo schermo del computer dell’utente e le copie nella «cache» del disco fisso di tale computer, realizzate da un utente finale durante la consultazione di un sito Internet, soddisfano i requisiti in base ai quali tali copie devono essere temporanee, transitorie o accessorie e costituire una parte integrante ed essenziale di un procedimento tecnologico, nonché i requisiti stabiliti all’articolo 5, paragrafo 5, di tale direttiva, e possono pertanto essere realizzate senza l’autorizzazione dei titolari di diritti d’autore (la Corte si è così pronunciata nella controversia relativa all’obbligo di ottenere un’autorizzazione dei titolari di diritti d’autore per la consultazione di siti Internet che comporta la realizzazione di copie di tali siti sullo schermo del computer dell’utente e nella «cache» Internet del disco fisso di tale computer).

  • 13/05/2014 – Internet – Diritti della personalità – Corte di Giustizia UE, grande sezione, 13/05/2014 n. 131

    L’articolo 2, lettere b) e d), della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, deve essere interpretato nel senso che, da un lato, l’attività di un motore di ricerca consistente nel trovare informazioni pubblicate o inserite da terzi su Internet, nell’indicizzarle in modo automatico, nel memorizzarle temporaneamente e, infine, nel metterle a disposizione degli utenti di Internet secondo un determinato ordine di preferenza, deve essere qualificata come «trattamento di dati personali», ai sensi del citato articolo 2, lettera b), qualora tali informazioni contengano dati personali, e che, dall’altro lato, il gestore di detto motore di ricerca deve essere considerato come il «responsabile» del trattamento summenzionato, ai sensi dell’articolo 2, lettera d), di cui sopra (la Corte si è così pronunciata nell’ambito di una controversia relativa all’azione proposta da un cittadino spagnolo per la rimozione di alcuni link verso vecchie pagine online di un quotidiano in cui si dava atto di una vendita all’asta di immobili connessa ad un pignoramento effettuato per la riscossione coattiva di crediti previdenziali. eseguita nei suoi confronti).

  • 27/03/2014 – Internet, in genere, Corte di Giustizia UE, sez. IV, 27/03/2014 n. 314

    I diritti fondamentali riconosciuti dal diritto dell’Unione devono essere interpretati nel senso che non ostano a che sia vietato, con un’ingiunzione pronunciata da un giudice, a un fornitore di accesso ad Internet di concedere ai suoi abbonati l’accesso ad un sito Internet che metta in rete materiali protetti senza il consenso dei titolari dei diritti, qualora tale ingiunzione non specifichi quali misure tale fornitore d’accesso deve adottare e quest’ultimo possa evitare sanzioni per la violazione di tale ingiunzione dimostrando di avere adottato tutte le misure ragionevoli, a condizione tuttavia che, da un lato, le misure adottate non privino inutilmente gli utenti di Internet della possibilità di accedere in modo lecito alle informazioni disponibili e, dall’altro, che tali misure abbiano l’effetto di impedire o, almeno, di rendere difficilmente realizzabili le consultazioni non autorizzate dei materiali protetti e di scoraggiare seriamente gli utenti di Internet che ricorrono ai servizi del destinatario di questa stessa ingiunzione dal consultare tali materiali messi a loro disposizione in violazione del diritto di proprietà intellettuale, circostanza che spetta alle autorità e ai giudici nazionali verificare (fattispecie relativa a una domanda diretta a bloccare l’accesso a un sito Internet che mette a disposizione del pubblico taluni film di alcune case cinematografiche senza il loro consenso).

  • 17/10/2013 – GIURISDIZIONE CIVILE – Corte giustizia UE sez. III 17 ottobre 2013 n. 218

    L’articolo 15, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, dev’essere interpretato nel senso che non postula la sussistenza di un nesso di causalità tra il mezzo, vale a dire un sito Internet, utilizzato per dirigere l’attività commerciale o professionale verso lo Stato membro di domicilio del consumatore e la conclusione del contratto con il consumatore medesimo. Tuttavia, la sussistenza di un simile nesso di causalità costituisce un indizio di riconducibilità del contratto ad un’attività di tal genere (la Corte si è così pronunciata nella controversia avente ad oggetto un’azione in materia di garanzia a seguito della conclusione di un contratto di compravendita di un autoveicolo usato presso un’azienda francese da parte di un cittadino tedesco).

  • 08/08/2013 – PERSONA FISICA E DIRITTI DELLA PERSONALITÀ – Riservatezza (privacy) – tutela dei dati nominativi – Cassazione civile sez. I 08 agosto 2013 n. 18980

    Viola la privacy del lavoratore la p.a. che dia notizia mediante pubblicazione nell’albo pretorio e nel sito internet ufficiale dell’assenza per malattia del proprio dipendente e della pendenza di processo per “mobbing”, trattandosi di dati personali relativi allo stato di malattia.

  • 07/03/2013 – Internet TV: la Corte di Giustizia Europea ribadisce i limiti alle trasmissioni di contenuti proprietari delle Pay-per-view.

    “Direttiva 2001/29/CE – Articolo 3, paragrafo 1 – Diffusione via Internet, da parte di un terzo, dei programmi di emittenti televisive commerciali – ‘Live streaming’ – Comunicazione al pubblico”.

  • 05/04/2012 – Diritto di cronaca, di critica, di satira e diritto all’oblio – Cassazione civile sez. III 05 aprile 2012 n. 5525

    In ipotesi, come nella specie, di trasferimento ex art. 11, comma 1 lett. b), d.lg. n. 196 del 2003 di notizia già di cronaca (nel caso, relativa a vicenda giudiziaria di personaggio politico) nel proprio archivio storico, il titolare dell’organo di informazione (nel caso, la società Rcs Quotidiani s.p.a.) che avvalendosi di un motore di ricerca (nel caso, Google) memorizza la medesima anche nella rete internet è tenuto ad osservare i criteri di proporzionalità, necessità, pertinenza e non eccedenza dell’informazione, avuto riguardo alla finalità che ne consente il lecito trattamento, nonché a garantire la contestualizzazione e l’aggiornamento della notizia già di cronaca oggetto di informazione e di trattamento, a tutela del diritto del soggetto cui i dati pertengono alla propria identità personale o morale nella sua proiezione sociale, nonché a salvaguardia del diritto del cittadino utente di ricevere una completa e corretta informazione, non essendo al riguardo sufficiente le mera generica possibilità di rinvenire all’interno del “mare di internet” ulteriori notizie concernenti il caso di specie, ma richiedendosi, atteso il ravvisato persistente interesse pubblico alla conoscenza della notizia in argomento, la predisposizione di sistema idoneo a segnalare (nel corso o a margine) la sussistenza di un seguito e di uno sviluppo della notizia, e quale esso sia stato (nel caso, dei termini della intervenuta relativa definizione in via giudiziaria), consentendo il rapido ed agevole accesso da parte degli utenti ai fini del relativo adeguato approfondimento, giusta modalità operative stabilite, in mancanza di accordo tra le parti, del giudice di merito.

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Novità giurisprudenziali: all’interno di ciascuno dei sopra indicati argomenti è riportata una rassegna di relative sentenze.

Alternative alle cause

Risoluzione in via conciliativa delle controversie civili, evitando il ricorso al Giudice, attraverso strumenti dai tempi estremamente brevi (pochi mesi).

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Processo civile in pillole

Il processo civile è lo strumento attraverso il quale vengono risolte le controversie di diritto privato, ossia di quella branca del diritto che si occupa dei rapporti tra le persone in relazione alla loro sfera personale o familiare o economico-patrimoniale.

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Soluzione ai debiti del consumatore e del microimprenditore

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