• Legge Pinto

F.A.Q.

Domande frequenti

  1. L’avvocato può essere costretto ad accettare l’incarico affidatogli?

    L’avvocato è libero di accettare o meno l’incarico.

  2. L’avvocato è obbligato ad accettare l’incarico da parte delle persone non abbienti?

    In generale, l’avvocato è libero di accettare o meno l’incarico anche delle persone non abbienti. L’avvocato iscritto nell’elenco dei difensori per il patrocinio a spese dello Stato, invece, può rifiutare la nomina o recedere dall’incarico conferitogli dal non abbiente soltanto per giustificati motivi.

  3. Il cliente può revocare l’incarico affidato all’avvocato?

    Il cliente può sempre revocare l’incarico affidato all’avvocato, dovendogli corrispondere il compenso sino a quel momento maturato.

  4. L’avvocato può rinunciare all’incarico affidatogli dal cliente?

    L’avvocato può in qualunque momento recedere dall’incarico, adottando comunque le cautele necessarie per evitare pregiudizi alla parte assistita, a tale fine dandole un congruo preavviso, informandola di quanto necessario a non pregiudicarne la difesa e dovendo, comunque, informarla delle comunicazioni e della notificazioni che dovessero pervenirgli.

  5. Il cliente può farsi assistere da più avvocati?

    Il cliente può farsi assistere da più avvocati, in favore di ognuno dei quali dovrà corrispondere il compenso spettante.

  6. È possibile per il cliente avere copia degli atti relativi all’incarico affidato all’avvocato?

    Se richiesto, l’avvocato deve restituire al cliente gli atti ed i documenti ricevuti per l’espletamento dell’incarico e consegnare copia di tutti gli atti e documenti concernenti l’oggetto del mandato e l’esecuzione dello stesso, in sede sia stragiudiziale che giudiziale, senza subordinare tale restituzione al pagamento del proprio compenso e ad eccezione della corrispondenza riservata con i colleghi.

  7. L’avvocato può trattenere le somme di spettanza del cliente?

    L’avvocato deve mettere immediatamente a disposizione del cliente le somme riscosse per conto di questi. Può trattenere le somme da chiunque ricevute unicamente a titolo di rimborso delle anticipazioni sostenute, dandone comunque comunicazione al cliente. Può, inoltre, trattenere le somme da chiunque ricevute imputandole a titolo di compenso quando ci sia il consenso del cliente, quando si tratti di somme liquidate giudizialmente a titolo di compenso a carico della controparte e l’avvocato non le abbia già ricevute dal cliente e quando l’avvocato abbia già formulato una richiesta di pagamento del compenso al cliente e questi l’abbia espressamente accettata.

  8. L’avvocato può assumere l’incarico di assistere e difendere un’altra persona contro il proprio cliente?

    L’avvocato può assumere un incarico professionale contro una persona che sia già stata sua cliente quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale e sempre che l’oggetto del nuovo incarico sia estraneo a quello espletato in precedenza.

  9. L’avvocato può fare causa al proprio cliente per recuperare il credito professionale maturato nei confronti di questi?

    L’avvocato può agire nei confronti del proprio cliente al fine del recupero del suo compenso, ma deve necessariamente rinunciare a tutti gli incarichi affidatigli dal cliente.

  10. Esistono elenchi degli avvocati consultabili pubblicamente?

    Ciascun Ordine degli Avvocati (ne esiste uno presso ogni Tribunale) pubblica nel proprio sito l’elenco degli Avvocati iscritti a quell’Ordine. Il Consiglio Nazionale Forense (istituito presso il Ministero della giustizia) pubblica l’elenco di tutti gli Avvocati iscritti nei vari Ordini territoriali.

  11. L’avvocato è tenuto al segreto professionale?

    È dovere, nonché diritto, dell’avvocato mantenere il segreto ed il massimo riserbo sull’attività prestata e su tutte le informazioni che gli siano fornite dal cliente o delle quali sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato conferitogli. Tale obbligo permane anche dopo la conclusione del mandato. È consentito all’avvocato derogare dai doveri di cui sopra qualora la divulgazione di quanto appreso sia necessaria per lo svolgimento dell’attività di difesa, per impedire la commissione di un reato di particolare gravità, per allegare circostanze di fatto in una controversia contro il proprio cliente e nell’ambito di un procedimento disciplinare. In ogni caso, la divulgazione deve essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato.

  12. L’avvocato può operare in settori diversi?

    L’avvocato può operare in tutti i settori del diritto, in sede sia processuale che extraprocessuale.

  13. L’avvocato può operare al di fuori dal proprio Comune?

    L’avvocato può svolgere la propria attività in tutta Italia.

  14. Tutti gli avvocati possono difendere dinanzi a qualsiasi Autorità Giudiziaria?

    Dinanzi alle c.d. Magistrature superiori (quali la Corte di cassazione, il Consiglio di Stato, la Corte costituzionale) possono difendere soltanto gli avvocati a tale attività abilitati, comunemente denominati “cassazionisti”.

  15. Al fine dell’esercizio della professione di avvocato è sufficiente il relativo titolo?

    No, in quanto è necessaria l’iscrizione all’albo ed alla cassa di previdenza.

  16. L’avvocato può farsi pubblicità?

    L’avvocato può fare informazione sulla propria attività professionale, l’organizzazione e la struttura dello studio, sulle eventuali specializzazioni e sui titoli scientifici e professionali posseduti, purché le informazioni siano trasparenti, veritiere, corrette, non denigratorie e non comparative.

  17. È possibile creare società tra avvocati?

    Sì, nonché società con altri professionisti e, entro certi limiti, anche con non professionisti.

  18. L’avvocato deve essere assicurato?

    L’avvocato deve essere assicurato sia per la responsabilità civile che per gli infortuni.

  19. L’avvocato può fare causa contro un altro avvocato?

    L’avvocato che intende promuovere un giudizio nei confronti di un altro avvocato per fatti attinenti all’esercizio della professione incontra unicamente il limite dell’obbligo di dargliene preventiva comunicazione scritta, salvo che l’avviso possa pregiudicare il diritto da tutelare.

  20. L’avvocato può difendersi da solo?

    In sede civile, amministrativa e tributaria l’avvocato può assumere la propria difesa, in sede penale no, nel senso che deve necessariamente essere difeso da un altro avvocato.

  21. L’avvocato può scioperare?

    L’avvocato ha il diritto di astenersi dal partecipare alle udienze ed alle altre attività giudiziarie quando l’astensione sia proclamata dagli Organi forensi, ma non può aderire o dissociarsi dalla proclamata astensione a seconda delle proprie contingenti convenienze o con riferimento a singole giornate o specifiche proprie attività.

  22. L’avvocato può essere nominato arbitro?

    L’avvocato può assumere la funzione di arbitro, purché non abbia in corso o non abbia avuto negli ultimi due anni rapporti professionali con una delle parti, purché una di queste non sia assistita o non lo sia stata negli ultimi due anni da altro professionista con lui socio o associato o che eserciti negli stessi locali e purché non ricorra alcuna delle ipotesi di ricusazione.

  23. L’avvocato può svolgere l’attività di mediatore?

    L’avvocato può svolgere la funzione di mediatore al fine del procedimento di c.d. mediaconciliazione, purché non abbia in corso o non abbia avuto negli ultimi due anni rapporti professionali con una delle parti, purché una di queste non sia assistita o non lo sia stata negli ultimi due anni da altro professionista con lui socio o associato o che eserciti negli stessi locali e purché non ricorra alcuna delle ipotesi di ricusazione.

  24. L’avvocato può effettuare la notificazione degli atti giudiziari senza avvalersi dell’Ufficiale giudiziario?

    L’avvocato, munito della procura alla lite e della autorizzazione da parte del Consiglio dell’Ordine nel cui albo è iscritto, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale. Inoltre, sempre munito della procura alla lite e della autorizzazione da parte del Consiglio dell’Ordine nel cui albo è iscritto, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale direttamente, ovvero mediante consegna di copia dell’atto nel domicilio del destinatario, quando questi sia un altro avvocato che abbia la qualità di domiciliatario di una parte. Ancora, munito della sola procura alla lite, può effettuare la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo di posta elettronica certificata, purché tanto l’indirizzo di posta elettronica certificata utilizzato quanto quello del destinatario della notificazione risultino da pubblici elenchi.

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