• Stipula contratto e scrittura contratto

Obbligazioni e Contratti

Stipulazione di contratti commerciali e inadempimento

Lo studio legale Schino-Campanozzi-Martino assiste le imprese in ambito contrattualistico, fornendo loro consulenza in particolare per ciò che riguarda le seguenti figure contrattuali:

  • compravendita immobiliare, soprattutto con riferimento al preliminare o compromesso di uffici e locali ed alla garanzia fornita dal venditore per “evizione” (ovvero l’ipotesi in cui terzi rispetto al contratto di compravendita facciano valere diritti sul bene oggetto della compravendita stessa);
  • locazione di uffici e locali commerciali;
  • mandato con o senza rappresentanza per il compimento di uno o più atti giuridici per conto di un’impresa;
  • mediazione per la conclusione di uno o più affari;
  • trasporto merci per conto terzi a mezzo di vettore;
  • appalto, in particolare con riferimento alla garanzia dell’appaltatore per i vizi dell’opera realizzata;

Il nostro team di Avvocati, inoltre, assiste le imprese anche nella fase, tanto stragiudiziale quanto giudiziale, conseguente all’inadempimento, ad opera di una delle parti, delle obbligazioni (impegni) assunte con il contratto commerciale, per ciò che attiene, a titolo meramente esemplificativo, a:

  • risoluzione per inadempimento (quando una delle parti non adempie agli obblighi assunti, purché questi non siano di scarsa importanza) o per impossibilità sopravvenuta (quando, per causa non imputabile alla parte, la prestazione che questa si era impegnata ad eseguire è divenuta impossibile) o per eccessiva onerosità (quando, per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa);
  • risarcimento del danno, pagamento della penale o della caparra confirmatoria;
  • esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto (quando, cioè, si chiede la pronuncia di una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto non concluso: esempio tipico è il trasferimento della proprietà di un immobile che, attraverso il contratto preliminare, una delle parti si era impegnata ad eseguire, senza, però, averlo poi fatto);
  • esecuzione forzata per consegna o rilascio (quando, cioè, si chiede in via esecutiva la consegna o il rilascio di un determinato bene, mobile o immobile, che l’altra parte aveva l’obbligo di consegnare, ma non lo ha fatto);
  • sfratto per morosità (risoluzione del contratto di locazione per mancato pagamento del canone), sfratto per finita locazione (risoluzione del contratto scaduto, senza però che sia avvenuto il rilascio dell’immobile), licenza per finita locazione (risoluzione del contratto di locazione non ancora scaduto, con effetto al momento della scadenza), indennità per la perdita dell’avviamento commerciale (dovuta a patto che la cessazione del rapporto di locazione non dipenda da inadempimento o disdetta o recesso del conduttore ovvero da una procedura concorsuale), prelazione (cioè, preferenza del conduttore o inquilino) nell’acquisto dell’immobile locato;
  • patto di non concorrenza (agenzia);
  • pagamento delle provvigioni e dell’indennità di cessazione del rapporto (agenzia);
  • responsabilità dei vari soggetti coinvolti nel contratto di trasporto merci per conto terzi (mittenti, destinatari, vettori principali e sub vettori) per il pagamento del corrispettivo dovuto e per la responsabilità conseguente alla perdita ed avaria delle merci trasportate.

Per assistenza e consulenza in ordine ai detti contratti ed alle conseguenze dell’inadempimento degli stessi, contattateci presso la sede del nostro studio legale, a Bari.

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Novità giurisprudenziali:

  • 14/09/2016 – Cassazione civile sez. VI 14 settembre 2016 n. 17990

    In caso di sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. riferita a bene immobile, i requisiti richiesti dall’art. 29 della legge n. 52 del 1985, appaiono essenziali e finalizzati a garantire la certezza del trasferimento, pertanto, pur non essendo essenziale l’indicazione nel corpo della sentenza, è essenziale che l’accertamento dei requisiti prescritti venga effettuata nel corso del giudizio. Per conseguenza diretta, l’eccezione processuale deve essere volta ad accertare il corretto adempimento e non la mancata menzione nel corpo della sentenza impugnata.

  • 13/09/2016 – Cassazione civile sez. un. 13 settembre 2016 n. 17989

    Le obbligazioni pecuniarie da adempiersi al domicilio del creditore, secondo il disposto dell’art. 1182, terzo comma, c.c., sono – agli effetti sia della mora ex art. 1219, comma secondo, n. 3, c.c., sia della determinazione del forum destinatae solutionis ai sensi dell’art. 20, ultima parte, c.p.c. – esclusivamente quelle liquide, delle quali, cioè, il titolo determini l’ammontare, oppure indichi i criteri per determinarlo senza lasciare alcun margine di scelta discrezionale, e i presupposti della liquidità sono accertati dal giudice, ai fini della competenza, allo stato degli atti secondo quanto dispone l’art. 38, ultimo comma, c.p.c..

  • 02/08/2016 – Cassazione civile sez. III 02 agosto 2016 n. 16042

    Il vizio di rescissione per lesione, ex art. 1448 c.c., è un vizio genetico del contratto a tutela dell’equilibrio tra le prestazioni, rispetto al quale rileva innanzitutto il valore delle prestazioni al tempo della conclusione dello stesso. Di conseguenza, tutte le pattuizioni che concernono il prezzo sono essenziali ai fini della determinazione del valore della prestazione e, insieme, ai fini dell’accertamento in ordine all’esistenza della sproporzione ultra dimidium, mentre resta irrilevante il profilo dell’esecuzione del contratto. Qualora, come nella specie di contratti stipulati per la erogazione di prestazioni sanitarie presso strutture private, il contratto preveda regimi tariffari differenziati in ragione del rientro delle prestazioni entro determinati volumi di attività e dell’eccedenza rispetto a questi volumi massimi, con abbattimenti progressivi della remunerazione, la prospettazione attorea di una lesione ultra dimidium che prescinda dall’insieme delle modalità di determinazione del prezzo è di per sé idonea ad escludere la sussistenza della prova, a carico dell’attore, in ordine alla lesione prospettata.

  • 26/07/2016 – Cassazione civile sez. II 26 luglio 2016 n. 15461

    Ove nel giudizio di primo grado sia stata proposta ab initio domanda di adempimento del contratto e, successivamente, l’attore abbia, nel corso dello stesso grado del giudizio, modificato la domanda iniziale -ai sensi dell’art. 1453 secondo comma c.c. – per sostituirvi la domanda di risoluzione del contratto senza tuttavia avanzare domanda di restituzione delle prestazioni effettuate, al giudice d’appello è preclusa, ai sensi dell’art. 345 c.p.c., la possibilità di prendere in esame la domanda restitutoria avanzata per la prima volta in grado di appello, trattandosi di domanda nuova, inammissibile nel giudizio di gravame.

  • 08/09/2015 – Cassazione civile sez. II 08 settembre 2015 n. 11748

    L’intimazione, da parte del creditore, della diffida ad adempiere di cui all’art. 1454 c.c. e l’utile decorso del termine fissato per l’adempimento non eliminano la necessità, ai sensi dell’art. 1455 c.c., dell’accertamento giudiziale della gravità dell’inadempimento da effettuare secondo un criterio che tenga conto sia dell’elemento oggettivo della mancata prestazione nel quadro dell’economia generale del negozio, sia degli aspetti soggettivi rilevabili tramite una indagine unitaria sul comportamento del debitore e sull’interesse del creditore all’esatto adempimento.

  • 07/09/2015 – Cassazione civile sez. VI 07 settembre 2015 n. 17731

    L’apprezzamento del giudice del merito concernente l’eccessività dell’importo fissato con la clausola penale dalle parti contraenti, nonché la misura della riduzione equitativa dell’importo medesimo, si sottrae al sindacato di legittimità se correttamente fondato, a norma dell’art. 1384 c.c., sulla valutazione dell’interesse del creditore all’adempimento alla data di stipulazione del contratto, considerate anche l’effettiva incidenza dell’adempimento sull’equilibrio delle prestazioni e sulla concreta situazione contrattuale, indipendentemente da una rigida ed esclusiva correlazione con l’effettiva entità del danno subito.

  • 03/09/2015 – Cassazione civile sez. VI 03 settembre 2015 n. 17581

    Nel ricostruire la volontà delle parti, non ci si può limitare al senso letterale delle parole, ma occorre fare riferimento alla comune volontà delle parti stesse, quale emerge dal complesso dell’atto e dalla natura dell’affare a cui accede (nella specie, la Corte ha ritenuto legittima l’interpretazione estensiva del rischio assicurato in ragione della natura dei lavori oggetto di polizza).

  • 06/07/2015 – Cassazione civile sez. I 06 luglio 2015 n. 13888

    Nell’esercizio dell’autonomia contrattuale, le parti possono dar vita, con un solo atto, a diversi e distinti contratti, i quali, pur conservando l’individualità propria di ciascun tipo negoziale e rimanendo sottoposti alla relativa disciplina, sono tra loro collegati funzionalmente e in rapporto di reciproca interdipendenza, in modo che le vicende dell’uno si ripercuotano sugli altri, condizionandone la validità e l’efficacia. Ne consegue che, ai sensi dell’art. 1419 cod. civ., la nullità parziale di uno dei contratti o quella di singole clausole importa la nullità, rilevabile d’ufficio, dell’intero contratto, senza che le parti, che non abbiano mostrato interesse – dandovi esecuzione – a mantenere in vita l’altro contratto, siano tenute ad allegare la situazione di interdipendenza funzionale tra i singoli rapporti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito dichiarativa della nullità di due contratti collegati, l’uno concernente una compravendita, asseritamente simulato, e l’altro un mutuo ipotecario, così disattendendo il rilievo per cui l’invalidità avrebbe potuto essere dichiarata solo con riferimento a quest’ultimo, unico investito dal gravame).

  • 06/03/2015 – Obbligazioni e contratti, preliminare e compromesso, Cass., SS. UU., 06/03/2015 n. 4628

    In presenza di contrattazione preliminare relativa a compravendita immobiliare che sia scandita in due fasi, con la previsione di stipula di un contratto preliminare successiva alla conclusione di un primo accordo, il giudice di merito deve preliminarmente verificare se tale accordo costituisca già esso stesso contratto preliminare valido e suscettibile di conseguire effetti ex art. 1351 e 2932 c.c., ovvero anche soltanto effetti obbligatori ma con esclusione dell’esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento. Riterrà produttivo di effetti l’accordo denominato come preliminare con il quale i contraenti si obblighino alla successiva stipula di un altro contratto preliminare, soltanto qualora emerga la configurabilità dell’interesse delle parti a una formazione progressiva del contratto basata sulla differenziazione dei contenuti negoziali e sia identificabile la più ristretta area del regolamento di interessi coperta dal vincolo negoziale originato dal primo preliminare. La violazione di tale accordo, in quanto contraria a buona fede, potrà dar luogo a responsabilità per la mancata conclusione del contratto stipulando, da qualificarsi di natura contrattuale per la rottura del rapporto obbligatorio assunto nella fase precontrattuale.

  • 05/03/2015 – Obbligazioni e contratti, contratto atipico, Cass. civ., sez. VI, 05/03/2015 n. 4533

    Il contratto atipico di mantenimento è caratterizzato dall’aleatorietà, addirittura più accentuata rispetto al contratto di rendita vitalizia configurato dall’art. 1372 c.c., in quanto le prestazioni non sono predeterminate nel loro ammontare, ma variano, giorno per giorno, secondo i bisogni (nella specie, la Corte ha confermato la decisone dei giudici del merito che avevano ritenuto nullo il contratto per mancanza di alea, in quanto in considerazione della ragionevole probabilità sulle ridotte possibilità di sopravvivenza dei vitaliziati, dell’entità economica di quanto trasferito dagli stessi in rapporto alle modeste prestazioni che gli stessi avrebbero ricevuto dai vitalizianti, doveva escludersi l’elemento dell’alea).

  • 16/02/2015 – Obbligazioni e contratti, preliminare e compromesso, Cass. civ., sez. I, 16/02/2015 n. 3029

    In caso di preliminare di vendita non trovano applicazione le norme sulla garanzia della cosa venduta, – norme che hanno come loro presupposto l’avvenuto trasferimento della proprietà del bene -, in quanto il contratto è caratterizzato dalla mancanza dell’effetto traslativo. Prima della stipula dell’atto definitivo, la presenza di vizi nella cosa consegnata abilita il promissario acquirente – senza che sia necessario il rispetto del termine di decadenza di cui all’art. 1495 c.c. per la denuncia dei vizi della cosa venduta – ad opporre la exceptio inadimpleti contractus al promittente venditore che gli chieda di aderire alla stipulazione del contratto definitivo e di pagare contestualmente il saldo del prezzo, e lo abilita, altresì, a chiedere, in via alternativa, la risoluzione del preliminare per inadempimento del promittente venditore, ovvero la condanna di quest’ultimo ad eliminare a proprie spese i vizi della cosa.

  • 09/02/2015 – Obbligazioni e contratti, interpretazione del contratto, Cass. civ., sez. II, 09/02/2015 n. 2424

    Il giudice, nell’accertare il ruolo, il rilievo e l’efficacia di una scrittura privata, è tenuto ad identificare, alla luce dei canoni interpretativi di cui agli artt. 1362 ss. c.c., l’assetto di interessi che le parti hanno inteso rappresentare, anche al fine di verificare se la ricostruzione dell’assetto di interessi voluto dalle parti consenta di identificare un autonomo programma negoziale (la Corte si è così pronunciata nell’ambito di una controversia in merito ad una clausola inserita in scrittura privata con cui un soggetto aveva trasferito al fratello un terreno precedentemente aggiudicato all’asta pubblica in relazione al quale il soggetto acquirente non aveva corrisposto le somme pattuite).

  • 05/02/2015 – Obbligazioni e contratti, conclusione del contratto, cass. civ., sez. III. 05/02/2015 n. 2070

    Ai fini dell’individuazione del luogo di pervenimento della corrispondenza all’indirizzo del destinatario agli effetti dell’art. 1335 c.c., quando costui abbia stipulato con l’ente postale un contratto per il trattenimento della corrispondenza presso una casella postale, presso la quale possa ritirarla, l’ufficio del luogo di destinazione della corrispondenza presso il quale l’ente postale, una volta pervenutagli la corrispondenza, ne rileva la riferibilità al destinatario e da corso all’attività diretta ad inserirla nella casella si identifica – anche se la casella sia allocata presso altro ufficio del medesimo luogo per il ritiro – come indirizzo di pervenimento del destinatario, giacché l’attività a tanto diretta dell’ente postale è compiuta per conto del destinatario in forza della convenzione di ricezione tramite casella e come tale, essendo a quest’ultimo riferibile implica che la corrispondenza si debba considerare pervenuta in un luogo che è di sua pertinenza e che per sua scelta si identifica come suo indirizzo (fattispecie relativa alla domanda di convalida di sfratto per finita locazione proposta da una società nei confronti di una banca a seguito di disdetta inviata presso la casella postale detenuta dall’istituto).

  • 18/07/2014 – Condizione del contratto – Avveramento – Cass. civ., sez. III, 18/07/2014 n. 16501

    Ai fini dell’operatività della fictio di avveramento di cui all’art. 1359 c.c., l’esistenza di un interesse contrario all’avveramento della condizione non va valutata in termini astratti o facendo riferimento al solo momento della conclusione del contratto, ma valorizzando il dato dell’effettivo interesse delle parti all’epoca in cui si è verificato il fatto o comportamento che ha reso impossibile l’avveramento della condizione.

  • 11/07/2014 – Contratto – Vizio del consenso – Cass. civ., sez. I, 11/07/2014 n. 16004

    Il dolo che è causa di annullamento del contratto (nella specie, di cessione delle quote di una società di capitali) può consistere anche in dichiarazioni menzognere (c.d. mendacio), in quanto tali potenzialmente idonee ad integrare raggiri, tanto più rilevanti quanto maggiore è l’affidabilità intrinseca degli atti utilizzati (come quelli contabili destinati a rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria di una società), qualora rese da una parte con la deliberata finalità di offrire una rappresentazione alterata della veridicità dei presupposti di fatto rilevanti per la determinazione del prezzo di cessione delle quote sociali e di viziare nell’altra parte il processo formativo della volontà negoziale. La valutazione della idoneità di tale comportamento a coartare la volontà del deceptus è riservata al giudice del merito, il quale è tenuto a motivare specificamente in ordine alle concrete circostanze – la cui prova è a carico del deceptor – dalle quali desumere che l’altra parte già conosceva o poteva rendersi conto ictu oculi dell’inganno perpetrato nei suoi confronti.

  • 23/06/2014 – Contratto – In genere – Intepretazione – Cass. civ., sez. III, 23/06/2014 n. 14206

    In tema di interpretazione del contratto, ai fini della ricerca della comune intenzione dei contraenti, il primo e principale strumento è rappresentato dal senso letterale delle parole e delle espressioni utilizzate, con la conseguente preclusione del ricorso ad altri criteri interpretativi, quando la comune volontà delle parti emerga in modo certo ed immediato dalle espressioni adoperate e sia talmente chiara da escludere la ricerca di una volontà diversa. Con la precisazione che il rilievo da assegnare alla formulazione letterale va verificato alla luce dell’intero contesto contrattuale, considerando le singole clausole in correlazione tra loro a norma dell’art. 1363 c.c..

  • 29/01/2014 – OBBLIGAZIONI E CONTRATTI – In genere – Cassazione civile sez. III 29 gennaio 2014 n. 1980

    Ai fini della sussistenza del requisito della forma scritta nei contratti non occorre che la volontà negoziale sia manifestata dai contraenti contestualmente e in un unico documento, dovendosi ritenere il contratto perfezionato anche qualora le sottoscrizioni siano contenute in documenti diversi, anche cronologicamente distinti, qualora, sulla base di una valutazione rimessa al giudice di merito, si accerti che il secondo documento è inscindibilmente collegato al primo, sì da evidenziare inequivocabilmente la formazione dell’accordo.

  • 21/01/2014 – OBBLIGAZIONI E CONTRATTI – Buona fede nell’esecuzione del contratto – Cassazione civile sez. II 21 gennaio 2014 n. 1179

    In tema di contratto che abbia ad oggetto una prestazione finalizzata alla sostituzione di una parte di un’autovettura che, differentemente dagli accordi presi con la controparte, sia difforme da quella originale (nella specie era stata installata una portiera pertinente ad un modello della medesima autovettura non più in produzione, poi adattata dal carrozziere) l’onere di provare che tale operazione sia stata preventivamente autorizzata da parte del proprietario spetta alla controparte. Qualora ciò non accada, la parte che ha subito il danno dev’essere risarcita in quanto è stata posta in essere una lesione del principio di buona fede dell’esecuzione del contratto ex art. 1375 c.c.

  • 14/01/2014 – OBBLIGAZIONI E CONTRATTI – Trattative e responsabilità precontrattuale – Cassazione civile sez. II 14 gennaio 2014 n. 629

    Nel periodo tra la sottoscrizione del contratto preliminare e la data convenuta per la stipula del rogito definitivo, le parti hanno l’obbligo di comportarsi secondo buona fede e correttezza e, conseguentemente, sono tenute a comunicare all’altra parte qualsiasi circostanza impediva alla definizione dell’affare. Il promittente acquirente ha dunque il dovere di richiedere alla controparte la documentazione necessaria alla conclusione dell’affare e, nel caso in cui non sia intenzionato ad addivenire al rogito, è tenuto a manifestare questa sua volontà.

  • 08/01/2014 – OBBLIGAZIONI E CONTRATTI – Risoluzione del contratto per inadempimento – eccezione di inadempimento – Cassazione civile sez. II 08 gennaio 2014 n. 153

    In tema di contratti con prestazioni corrispettive, ove venga proposta dalla parte l’eccezione “inadimplenti non est adimplendum”, il giudice deve procedere ad una valutazione comparativa degli opposti adempimenti, avuto riguardo anche alla loro proporzionalità rispetto alla funzione economico-sociale del contratto e alla loro rispettiva incidenza sull’equilibrio sinallagmatico, sulle posizioni delle parti e sugli interessi delle stesse. Per cui qualora rilevi che l’inadempimento della parte nei cui confronti è opposta l’eccezione non è grave ovvero assume scarsa importanza in relazione all’interesse dell’altra parte a norma dell’art 1455 c.c., deve ritenere che il rifiuto di quest’ultima di adempiere la propria obbligazione non sia in buona fede e, quindi, non sia giustificato ai sensi dell’art 1460, comma 2, c.c.

  • 27/03/2013 – Appalto

    I vizi della merce facilmente riscontrabili escludono il diritto al risarcimento. I clienti si lamentano della scarsa qualità della merce, ma i vizi erano riscontrabili attraverso una semplice ispezione delle confezioni: la società committente non ha diritto ad alcun risarcimento.

  • 22/03/2013 – Mandato Gli eredi del mandante hanno diritto alla rendicontazione della gestione compiuta dal mandatario
  • 30/01/2013 – OBBLIGAZIONI – ADEMPIMENTO DEL TERZO – EFFICACIA – OPPOSIZIONE DEL DEBITORE – RIFIUTO DEL CREDITORE – RILEVANZA – CONDIZIONI L’adempimento del terzo è efficace, qualora né l’opposizione del debitore, né il rifiuto del creditore, siano giustificabili alla luce del principio di correttezza.
  • 24/01/2013 – Compravendita Stante l’esistenza di un vincolo di destinazione in funzione della regolazione della viabilità urbana, le nuove costruzioni devono essere dotate di parcheggi annessi: nullità della clausola contrattuale diversa.
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Novità giurisprudenziali: all’interno di ciascuno dei sopra indicati argomenti è riportata una rassegna di relative sentenze.

Alternative alle cause

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Processo civile in pillole

Il processo civile è lo strumento attraverso il quale vengono risolte le controversie di diritto privato, ossia di quella branca del diritto che si occupa dei rapporti tra le persone in relazione alla loro sfera personale o familiare o economico-patrimoniale.

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