• Liquidazione di una società

Avvocato condizioni divorzio Bari

Nel linguaggio comune, con il termine divorzio si è soliti riferirsi all’epilogo tanto del matrimonio civile, quanto di quello religioso.

In realtà, però, il divorzio, da un punto di vista tecnico, riguarda soltanto il primo (in questo caso si parla anche di scioglimento del matrimonio) e non anche il secondo, con riferimento al quale, invece, è più corretto parlare di cessazione degli effetti civili del matrimonio (celebrato con rito religioso e poi trascritto presso l’ufficio di stato civile).

In entrambi i casi, comunque, si è di fronte alla fine del matrimonio, nel senso che, da quel momento in poi, viene meno il rapporto coniugale e, con questo, una serie di reciproci obblighi, quali ad es. quello di fedeltà, di coabitazione, di assistenza morale e materiale e di collaborazione. Si riacquista, inoltre, lo stato libero e la moglie perde il cognome del marito, salva diversa autorizzazione da parte del Tribunale.

Presupposti del divorzio (nel senso del linguaggio comune sopra ricordato) sono l’accertamento che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita, per effetto di una delle cause espressamente previste dalla legge, e che la separazione personale si è protratta ininterrottamente per almeno dodici o sei mesi a seconda dei casi.

Le condizioni del divorzio sono sostanzialmente tre:

  • l’affidamento o il collocamento dei figli minori, con determinazione delle modalità di incontro di questi con il genitore non affidatario o non collocatario;
  • l’assegnazione della casa coniugale;
  • il riconoscimento o meno, a carico di uno dei coniugi, di un assegno (detto divorzile) in favore dell’altro coniuge e/o dei figli economicamente non autosufficienti.

Al divorzio si può addivenire attraverso tre distinte strade:

divorzio congiunto;

divorzio giudiziale;

divorzio a mezzo di negoziazione assistita dagli avvocati.

Ad ognuna di queste diverse “strade” è dedicata un’autonoma pagina di questa sezione.

Tanto dinanzi al Tribunale (dopo la fase presidenziale) quanto nel procedimento di negoziazione assistita i coniugi devono farsi assistere da un avvocato che gli utenti, nelle ricerche in rete, individuano utilizzando spesso espressioni tipo “Avvocato matrimonialista Bari” o “Avvocato divorzista Bari” o “Avvocato famiglia Bari”.

Domande/Risposte sulle condizioni del divorzio

Di seguito, in ogni caso, sono riportate le risposte ad alcuni degli interrogativi sollevati dai nostri clienti in tema di divorzio in generale.

  • Che differenza c’è tra separazione e divorzio
    La separazione rappresenta una situazione per così dire transitoria, nel corso della quale il matrimonio resta comunque in piedi e i coniugi conservano le rispettive qualità di marito e moglie, anche se vengono meno alcuni doveri reciproci, quali, ad esempio, quello di coabitazione o quello della fedeltà; proprio perché temporanea, la separazione può anche regredire, nel senso che i coniugi possono riconciliarsi e, quindi, in capo a loro tornano quegli obblighi che erano venuti meno. Il divorzio, espressione questa spesso utilizzata (anche se impropriamente) come equivalente di cessazione degli effetti civili del matrimonio, determina invece la fine vera e propria del matrimonio, per cui i coniugi cessano di essere tali.
  • Che differenza c’è tra divorzio congiunto e divorzio giudiziale
    Con il divorzio congiunto (comunemente indicato, sia pure erroneamente, come divorzio consensuale) i coniugi, prima di rivolgersi al Tribunale, concordano le condizioni del divorzio, anche se resta fermo il controllo del Tribunale sulla, per così dire, correttezza di tali condizioni, operato con sentenza. Il divorzio giudiziale, invece, rappresenta una vera e propria causa, all’esito della quale è il Tribunale a decidere, sempre con sentenza, le condizioni del divorzio.
  • Il divorzio giudiziale si può trasformare in congiunto
    In qualunque momento, quindi anche proprio nel corso del procedimento giudiziario, il divorzio giudiziale può essere trasformato in congiunto.
  • Il divorzio congiunto si può trasformare in giudiziale
    Nel momento in cui è stato definito con sentenza, il divorzio congiunto produce i suoi effetti secondo gli accordi che i coniugi hanno preso, per cui non può più essere trasformato in giudiziale, salvo chiedere la modifica delle condizioni concordate, che determina l’apertura di un nuovo e diverso procedimento rispetto a quello di divorzio. Diverso, invece, è il caso in cui prima della sentenza sul divorzio congiunto (normalmente, prima dell’udienza) uno dei coniugi o entrambi cambino idea rispetto agli accordi raggiunti, per cui a quel punto il divorzio (che ovviamente non è ancora intervenuto) da congiunto si trasforma in giudiziale.
  • Cosa posso fare se mia moglie non vuole divorziare Cosa posso fare se mio marito non vuole divorziare
    In mancanza di accordo sulla decisione di divorziare, il coniuge che voglia comunque farlo deve procedere con il divorzio giudiziale.
  • Dopo quanto tempo dalla separazione si può divorziare
    Dopo sei mesi in caso di separazione consensuale, dopo un anno nel caso di separazione giudiziale.
  • Le condizioni del divorzio possono essere modificate
    Le condizioni del divorzio possono essere modificate soltanto per fatti sopravvenuti rispetto alla sentenza sul divorzio congiunto o a quella sul divorzio giudiziale.
  • Come si quantifica l’assegno di divorzio
    Precisato che questa è una delle questioni rispetto alle quali la giurisprudenza ha elaborato nel corso del tempo criteri diversi di quantificazione, allo stato attuale può affermarsi che, al fine della quantificazione dell’assegno di divorzio, occorre tenere conto del  ruolo e del contributo fornito dall’ex coniuge economicamente più debole alla formazione del patrimonio della famiglia e del patrimonio personale degli ex coniugi, per cui, prescindendosi dal tenore di vita avuto durante il matrimonio, l’assegno divorzile deve assolvere ad una funzione tanto assistenziale quanto compensativa. Va da sé che tali principi generali, in ogni caso, devono essere calati nella realtà di ciascuna singola fattispecie, al fine così di pervenire alla quantificazione corretta.
  • Quando si può chiedere di ridurre l’assegno di divorzio
    L’assegno divorzile può essere ridotto e, in generale, modificato quando, successivamente alla sua determinazione, si verificano variazioni nelle condizioni economiche degli ex coniugi.
  • Si può chiedere la restituzione dei regali fatti alla ex moglie Si può chiedere la restituzione dei regali fatti all’ex marito
    Il regalo è una donazione 
    e, in quanto tale, soggiace alla relativa disciplina: con la conseguenza che, per essere valido, deve essere fatto con atto pubblico alla presenza di due testimoni. Senonché, il regalo alla moglie o al marito certamente non viene effettuato in questa maniera. In tali diversi casi, allora, il regalo può comunque considerarsi valido soltanto se si tratta di un bene di modico valore (tenuto conto delle condizioni economiche del donante) o se è stato fatto in occasione di particolari ricorrenze. Al di fuori di questi ipotesi, invece, si può chiedere la restituzione dei regali fatti alla ex moglie o all’ex marito.
  • In caso di divorzio a chi spettano i figli minorenni
    Il principio generale è quello dell’affidamento condiviso dei figli minori ad entrambi gli ex coniugi, con collocamento presso uno di loro e diritto dell’altro coniuge, comunque, di incontrarli. Esclusivamente nell’ipotesi in cui l’affidamento condiviso sia ritenuto pregiudizievole nell’interesse del minore, il Giudice può disporre l’affidamento esclusivo a uno dei genitori.
  • Quando il padre divorziato può incontrare i figli
    Nel caso del divorzio congiunto il padre può incontrare i figli nei giorni e secondo le modalità concordate dagli ex coniugi. Nell’ipotesi di divorzio giudiziale, invece, il padre può incontrarli nei giorni e secondo le modalità stabilite dal Tribunale.
  • Cosa fare se il padre divorziato non incontra i figli nei giorni prestabiliti
    Le circostanze di non incontrare i figli nei giorni definiti o di non tenerli con sé nei periodi stabiliti (si pensi, ad es., durante l’estate) possono configurare gravi inadempienze o comportamenti che comunque arrecano pregiudizio al minore ovvero ostacolano il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento. Ebbene, a fronte di ciò, il Giudice può modificare i provvedimenti in vigore e, se del caso, ammonire l’ex coniuge inadempiente, condannarlo al risarcimento danni nei confronti del minore o dell’ex coniuge, condannarlo al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria.
  • Cosa fare se la madre impedisce al padre di incontrare i figli Cosa fare se la madre limita il diritto del padre di tenere con sé i figli
    I comportamenti della madre che impediscono al padre di incontrare i figli nei giorni prestabiliti ovvero di tenerli con sé nei periodi determinati (si pensi, ad es., durante l’estate) possono configurare gravi inadempienze o comportamenti che comunque arrecano pregiudizio al minore ovvero ostacolano il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento. In presenza di tali comportamenti, allora, il Giudice può modificare i provvedimenti in vigore e, se del caso, ammonire la madre, condannarla al risarcimento danni nei confronti del minore o dell’ex marito, condannarla al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria.
  • Il figlio maggiorenne può decidere con quale genitore vivere
    Il figlio maggiorenne può decidere con quale genitore vivere al di là degli accordi, eventualmente diversi, presi da questi ultimi e, ovviamente, può anche decidere di vivere per proprio conto.
  • Il figlio minorenne può decidere con quale genitore vivere
    Il figlio minorenne non può decidere con quale genitore vivere, ma, a partire dai 12 in poi e anche prima ove capace di discernimento, ha il diritto di essere ascoltato dal Giudice.
  • Nel divorzio si possono cedere gli immobili
    In sede di divorzio congiunto è consentito che un ex coniuge trasferisca la proprietà o altri diritti in favore dell’altro ex coniuge, ritenendosi che anche questo aspetto possa essere funzionale alla definizione dei loro rapporti, anche se spesso questi accordi vengono interpretati più che altro come impegni a trasferire. Può anche capitare che i trasferimenti siano concordati in favore dei figli.
  • In caso di divorzio congiunto con cessione di beni i creditori possono fare la revocatoria
    I trasferimenti di beni effettuati tra gli ex coniugi in occasione del divorzio possono costituire oggetto di azione revocatoria 
    da parte dei creditori dell’ex coniuge cedente.
  • Il coniuge divorziato ha diritto all’eredità Il coniuge divorziato è erede
    Considerato che con il divorzio lo stato coniugale viene meno, il coniuge divorziato non può vantare alcun diritto rispetto all’eredità dell’ex coniuge defunto.
  • In caso di divorzio chi paga il mutuo
    Continuerà ad essere obbligato al pagamento del mutuo l’ex coniuge che già lo era durante il matrimonio: con la conseguenza che, se lo erano entrambi i coniugi, continueranno ad esserlo, appunto, entrambi.
  • In caso di divorzio chi paga le spese condominiali
    Salvo che non sia stato diversamente concordato in sede di divorzio congiunto, le spese condominiali ordinarie restano a carico dell’ex coniuge al quale è assegnata la casa coniugale, mentre quelle straordinarie sono a carico dell’ex coniuge proprietario.
  • Nel divorzio congiunto si può essere difesi da un solo avvocato
    Nel divorzio congiunto i coniugi possono essere difesi anche dallo stesso unico avvocato.
  • Posso chiedere come sono spesi i soldi dell’assegno di divorzio
    L’ex coniuge onerato del pagamento dell’assegno divorzile in favore dei figli non ha il diritto di sapere come sono spesi quei soldi: in pratica, non può pretendere il rendiconto dell’utilizzo dell’assegno.
  • Dopo il divorzio posso risposarmi
    Dopo il divorzio ci si può risposare.

Contatti

Per le problematiche in tema di divorzio contattate la sede di Bari del nostro studio, le caratteristiche generali della cui attività sono riportate in Home e Studio legale.

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Novità giurisprudenziali

18.05.2021 – Lei con le figlie nel piccolo paese, lui a far carriera in città: sì all’assegno divorzile per la moglie – Evidenti, secondo i Giudici, il sacrificio affrontato dalla donna, che ha rinunciato alla prospettiva di incarichi più prestigiosi, e il vantaggio tratto dall’uomo, che si è potuto dedicare alla carriera in maniera più proficua.  

19.02.2021 – Cassazione, prima sezione civile, ordinanza n. 4494/2021 – Assegno di divorzio – Disoccupata e in difficoltà nel cercare un lavoro ha diritto all’assegno di divorzio dall’ex marito – A fronte del divario nelle condizioni economiche dei due coniugi, dell’inadeguatezza dei mezzi a disposizione della donna disoccupata che non abbia rifiutato occasioni di lavoro eventualmente presentatesi e della sua oggettiva difficoltà di procurarsi un lavoro viste la sua età e le sue condizioni personali, la ex moglie ha diritto all’assegno divorzile da parte dell’ex marito.

17.02.2021 – Cassazione, prima sezione civile, ordinanza n. 4215/2021 – Assegno di divorzio – Determinazione dell’assegno divorzile – In tema di divorzio, non possono computarsi nel patrimonio del coniuge creditore dell’assegno divorzile, calcolato ai sensi dell’art. 5, comma 6, della l. n. 898/1970, anche gli introiti percepiti dal medesimo a seguito di inadempimento nella corresponsione dell’assegno di separazione, corrisposti in unica soluzione a seguito di azione esecutiva svolta con successo.

15.02.2021 – Cassazione, prima sezione civile, ordinanza n. 3852/2021 – – Assegno di divorzio – L’efficacia ed i limiti dell’assegno divorzile – L’assegno divorzile ha efficacia costitutiva decorrente dal passaggio in giudicato della statuizione di risoluzione del vincolo coniugale, permettendo al giudice di merito di poter anticiparne la decorrenza con adeguata motivazione e in relazione alle circostanze del caso concreto. L’assegno di mantenimento trova il suo limite temporale nel passaggio in giudicato della sentenza di divorzio. Solo qualora nel giudizio divorzile, nella fase presidenziale o istruttoria, siano emessi provvedimenti provvisori, temporanei ed urgenti, questi ultimi si sostituiscono a quelli emessi nel giudizio di separazione.

04.02.2021 – Cassazione, sesta sezione civile, ordinanza n. 2653/2021 – – Assegno di divorzio – L’ex moglie con poca voglia di cercare un lavoro non ha diritto all’assegno divorzile – Tenuto conto dell’età, non particolarmente avanzata, della donna (46 anni), dell’assenza di patologie o condizioni di salute ostative all’attività lavorativa già svolta occasionalmente, nonché della situazione economica complessiva, nonché di un atteggiamento rinunciatario della stessa a trovare un’occupazione, viene meno l’obbligo dell’ex marito di versarle l’assegno di divorzio.

17.12.2020 – Cassazione, sesta sezione civile, ordinanza n. 28915/2020 – Assegno di divorzio – Pernotta spesso dal nuovo compagno e ha le chiavi del suo appartamento: addio all’assegno divorzile – Andare spesso a pernottare a casa del compagno, detenere le chiavi dell’appartamento a lui intestato, ricoprire infine cariche nelle società da lui gestite: tutti questi elementi sono sufficienti per ritenere che la donna abbia creato una nuova famiglia di fatto, dopo il divorzio, e quindi non possa più pretendere nulla dall’ex marito.

09.12.2020 – Cassazione, sesta sezione civile, ordinanza n. 28104/2020 – Assegno di divorzio – L’assegno di divorzio non si basa più sul tenore di vita goduto durante il matrimonio – In tema di determinazione dell’assegno divorzile, la giurisprudenza ormai consolidata ritiene che il criterio del tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio non possa più costituire il parametro adatto. Il giudice di merito deve infatti avere riguardo all’indipendenza economica, intesa come disponibilità di mezzi adeguati tali da consentire una vita dignitosa e autosufficiente.

16.10.2020 – Cassazione, sesta sezione civile, ordinanza n. 22604/2020 – Assegno di divorzio – La nuova relazione dell’ex moglie influisce sull’assegno divorzile – La sussistenza di un obbligo di contribuzione mensile a carico dell’ex marito viene meno laddove l’ex moglie abbia instaurato una nuova relazione con il nuovo compagno caratterizzata da stabilità e continuità.

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Novità giurisprudenziali: all'interno di ciascuno dei sopra indicati argomenti è riportata una rassegna di relative sentenze.

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