• Responsabilità civile

Responsabilità di banche, ospedali, scuole

Enti che svolgono attività di evidenza pubblica

Ci si riferisce a ipotesi di responsabilità di:

  • banche, per il risarcimento, ad esempio, dei danni conseguenti al pagamento di un assegno in favore di un soggetto non avente diritto ovvero conseguenti alla violazione degli obblighi di correttezza o alla inesatta/incompleta informazione (lo stesso discorso vale anche per la società di intermediazione finanziaria): e tanto sul presupposto dell’affidamento che il cittadino ripone in queste figure, altamente professionali, di talché in alcuni casi si parla di responsabilità da “contatto sociale”;
  • strutture ospedaliere, pubbliche o private, per il risarcimento dei danni subiti dal paziente in conseguenza, ad esempio, di un intervento chirurgico che abbia comportato l’aggravamento della patologia o l’insorgenza di un’affezione (si pensi al caso della malattia provocata da una trasfusione in occasione di un intervento chirurgico): e tanto sul presupposto che tra paziente e struttura ospedaliera si è concluso, di fatto, un contratto, definito di “spedialità” o di “assistenza sanitaria”, con il quale la struttura ospedaliera non si limita a fornire una prestazione di tipo alberghiero, ma si impegna a mettere a disposizione personale medico e paramedico, medicinali e attrezzature varie, anche al fine di fare fronte ad eventuali complicazioni;
  • istituti scolastici, per il risarcimento, ad esempio, dei danni che l’alunno provoca a se stesso, nell’ipotesi di violazione dell’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni.

Contattateci presso la sede di Bari del nostro studio legale civile.

Logo Studio Schino

Novità giurisprudenziali:

  • 19/02/2016 – Cassazione civile sez. III 19 febbraio 2016 n. 3261In materia di emotrasfusione e contagio da virus HBV, HIV, HCV, non risponde per inadempimento contrattuale la singola struttura ospedaliera, pubblica o privata, inserita nella rete del servizio sanitario nazionale, che abbia utilizzato sacche di sangue, provenienti dal servizio di immunoematologia trasfusionale della USL, preventivamente sottoposte ai controlli richiesti dalla normativa dell’epoca, esulando in tal caso dalla diligenza a lei richiesta il dovere di conoscere e attuare le misure attestate dalla più alta scienza medica a livello mondiale per evitare la trasmissione del virus,almeno quando non provveda direttamente con un autonomo centro trasfusionale.
  • 19/06/2015 – Cassazione civile sez. III 19 giugno 2015 n. 12717In ipotesi di responsabilità medica, l’azienda sanitaria risponde ex art. 1228 c.c. per il fatto imputabile alle proprie strutture e ai propri dipendenti. Nel caso in cui la vicenda abbia per oggetto la nascita di un figlio morto, ai fini della quantificazione del danno risarcibile in favore dei genitori, non è possibile applicare puramente e semplicemente le tabelle milanesi relative al risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale. Esse infatti fanno riferimento a relazioni affettive concrete instaurate tra genitore e figlio, mentre nel caso di specie è ipotizzabile il venir meno di una relazione affettiva ancora solo potenziale, ma mai realmente sorta a causa della prematura scomparsa del figlio.
  • 22/05/2015 – Cassazione civile sez. III 22 maggio 2015 n. 10527Ai fini del giudizio di responsabilità professionale del difensore rileva il parametro della diligenza del professionista di media attenzione e preparazione, di cui all’art. 1176, comma 2, c.c., rientrando nell’ordinaria diligenza dell’avvocato anche il compimento degli atti interruttivi della prescrizione che, di regola, non richiedono speciale capacità tecnica. La responsabilità dell’avvocato non può inoltre venir meno per il fatto che il cliente sia dotato, per scienza personale o per ragioni di lavoro, di un bagaglio di conoscenze giuridiche, posto che, con il conferimento dell’incarico professionale, l’avvocato è investito della piena responsabilità della gestione della vicenda processuale (respinta, nella specie, la tesi difensiva del legale, che aveva attribuito alla mancata risposta del cliente ad una lettera – con cui egli chiedeva istruzioni circa i tempi di promozione del giudizio – la decorrenza della prescrizione, in quanto l’inerzia del cliente l’aveva portato a ritenere che la pratica potesse considerarsi conclusa).
  • 22/05/2015 – Cassazione civile sez. III 22 maggio 2015 n. 10534La responsabilità della banca negoziatrice per avere consentito, in violazione delle specifiche regole poste dall’art. 43 della legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736), l’incasso di un assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dal beneficiario del titolo, ha – nei confronti di tutti i soggetti nel cui interesse quelle regole sono dettate e che, per la violazione di esse, abbiano sofferto un danno – natura contrattuale, avendo la banca un obbligo professionale di protezione, preesistente, specifico e volontariamente assunto, nei confronti di tutti i soggetti interessati al buon fine della sottostante operazione, sì da assicurare che il titolo sia introdotto nel circuito di pagamento bancario in conformità alle regole che ne presidiano la circolazione e l’incasso. Ne deriva che l’azione di risarcimento proposta dal danneggiato è soggetta all’ordinario termine di prescrizione decennale, stabilito dall’art. 2946 cod. civ.
  • 16/02/2015 – Cassazione civile sez. VI 16 febbraio 2015 n. 3081Chi agisce per ottenere il risarcimento del danno per i danni subiti da un alunno nell’ambito scolastico, sia che invochi la responsabilità contrattuale che extracontrattuale, deve dimostrare che l’evento dannoso si è verificato nel periodo di tempo in cui l’alunno era sottoposto alla vigilanza dell’insegnante. Gli obblighi di sorveglianza e di tutela dell’Istituto scolastico scattano solo quando l’allievo si trovi all’interno della struttura, mentre tutto quanto accade prima, per esempio sui gradini di ingresso, può, ricorrendone le condizioni, trovare il suo addentellato giuridico nell’art. 2051 c.c., relativo alla responsabilità del custode.
  • 04/11/2014 – Responsabilità civile, banca, assegno, Cass. civ., sez. 04/11/2014 n. 23460La condotta tenuta dal traente un assegno di rilevante importo, sbarrato e non trasferibile, consistita nella spedizione del titolo medesimo al beneficiario a mezzo posta, non assume alcun rilievo causale in riferimento all’evento produttivo del danno lamentato dallo stesso traente, determinatosi in ragione del successivo pagamento dell’assegno in favore di soggetto estraneo al rapporto cartolare, a seguito di riconoscibile falsificazione nel nome del beneficiario, giacché detto evento è da ascrivere unicamente alle condotte colpose realizzate, nonostante l’evidente falsificazione, rispettivamente dall’istituto di credito che ha posto il titolo all’incasso e dalla banca che lo ha presentato in stanza di compensazione. In tale contesto non può neppure essere invocata, al fine di radicare una concorrente responsabilità del traente, la disciplina recata dagli artt. 83 e 84 del d.P.R. 29 marzo 1973, n. 156, sul divieto di includere nelle corrispondenze ordinarie denaro, oggetti preziosi e carte di valore, giacché attinente ai soli rapporti tra l’ente postale e gli utenti del medesimo (fattispecie relativa alla controversia promossa da una società di assicurazione relativamente alla responsabilità dell’istituto di credito per il pagamento di un assegno, spedito a mezzo posta ordinaria, nei confronti di un soggetto non legittimato che aveva contraffatto il suo documento d’identità al momento della riscossione dinanzi all’istituto di credito).
  • 25/08/2014 – Responsabilità civile, banca, assegno, Cass. civ., sez. III, 25/08/2014 n. 18183L’art. 43 comma 2 legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933 n. 1736), nel disporre che colui che paga a persona diversa dal prenditore, o dal banchiere giratario per l’incasso, risponde del pagamento, disciplina in modo autonomo il pagamento dell’assegno non trasferibile, con deviazione dalla regola generale che libera il debitore che esegua il pagamento in buona fede in favore del creditore apparente (art.1189 c.c.). Ne consegue che, in caso di pagamento di un assegno bancario non trasferibile in favore di chi non era legittimato, la banca non è liberata dall’originaria obbligazione finché non paghi al prenditore esattamente individuato, e ciò a prescindere dalla sussistenza dell’elemento della colpa nell’errore sulla identificazione dello stesso prenditore, trattandosi di ipotesi di obbligazione “ex lege”.
Logo Studio Schino

Novità giurisprudenziali: all’interno di ciascuno dei sopra indicati argomenti è riportata una rassegna di relative sentenze.

Alternative alle cause

Risoluzione in via conciliativa delle controversie civili, evitando il ricorso al Giudice, attraverso strumenti dai tempi estremamente brevi (pochi mesi).

Maggiori dettagli

FAQ

In questa sezione troverete le risposte alle domande frequenti sul rapporto cliente/avvocato e sull’attività di questi.

Maggiori dettagli

Processo civile in pillole

Il processo civile è lo strumento attraverso il quale vengono risolte le controversie di diritto privato, ossia di quella branca del diritto che si occupa dei rapporti tra le persone in relazione alla loro sfera personale o familiare o economico-patrimoniale.

Maggiori dettagli

Soluzione ai debiti del consumatore e del microimprenditore

In questa sezione troverete le risposte alle domande frequenti sul rapporto cliente/avvocato e sull’attività di questi.

Maggiori dettagli

Questo sito web, in conformità con la Legge professionale e il Codice Deontologico dell’avvocatura (art. 17), si propone di informare gli assistiti e i potenziali Clienti sull’organizzazione interna allo studio legale e sulle nuove metodologie d’instaurazione dei rapporti professionali con la clientela.

Contattaci

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (art. 13 del Regolamento europeo 679/2016)