• Responsabilità civile

Responsabilità civile da fatto illecito

Violazione di norme generali di condotta

Seguono alcuni esempi di responsabilità civile da fatto illecito:

  • diffamazione a mezzo stampa o anche non a mezzo stampa, atteso che la tutela civile (risarcimento dei danni) è talvolta considerata più efficace e diretta di quella penale;
  • cose in custodia, come nel caso dell’ente proprietario di una strada per i danni provocati dalla non corretta manutenzione della strada;
  • circolazione stradale dei veicoli, anche per ciò che attiene alle lesioni personali ed alla morte del danneggiato in via diretta ed ai danni subiti dai suoi prossimi congiunti e/o eredi;
  • proprietari di animali;
  • proprietari di edifici;
  • padroni e committenti per i danni arrecati dai loro domestici e commessi;
  • genitori per i danni causati dai figli minori.

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Novità giurisprudenziali:

  • 06/02/2014 – RESPONSABILITÀ CIVILE – Cose in custodia – Cassazione civile sez. VI 06 febbraio 2014 n. 2692In tema di responsabilità degli infortuni occorsi ai fruitori di una strada, si esclude la responsabilità del suo proprietario, ex art. 2051 c.c., qualora si provi l’elisione del nesso causale tra la cosa e l’evento. Questa può aversi, in un contesto di rigoroso rispetto di eventuali normative esistenti o comunque di una concreta configurazione della cosa in condizioni tali da non essere in grado di nuocere normalmente ai suoi fruitori avveduti e prudenti, nell’eventualità di accadimenti imprevedibili ed ascrivibili al fatto del danneggiato stesso – tra i quali una sua imperizia o imprudenza – o di terzi (rigettato il ricorso proposto dai genitori della vittima di un sinistro stradale, atteso che, a detta della Corte, la Corte Territoriale aveva correttamente ascritto il sinistro all’esclusiva condotta colposa della vittima, la quale trasgrediva ai più elementari doveri di cautela e prudenza procedendo ad una velocità non adeguata alle condizioni di tempo -strada bagnata- e di luogo -segnalazione di ‘pericolo’- chiaramente percepibili.
  • 04/02/2014 – RESPONSABILITÀ CIVILE – Precettori e maestri (insegnanti) – Cassazione civile sez. III 04 febbraio 2014 n. 2413In tema di responsabilità della scuola a seguito di un infortunio occorso ad un alunno durante la gita scolastica, la presunzione di responsabilità posta a carico dei precettori dall’art. 2048, comma 2 c.c., si applica in presenza di un danno causato da fatto illecito dell’allievo nei confronti di terzi, e non in riferimento al danno cagionato dall’allievo nei suoi stessi confronti. Mentre nel primo caso per superare la presunzione di responsabilità che grava sull’insegnate occorre che questi provi di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure idonee ad evitare una situazione di pericolo in grado di portare poi al danno, nel secondo caso la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante ha natura contrattuale. Tale responsabilità ha le fondamenta nell’iscrizione dell’allievo e la conseguente ammissione nella scuola, ed è proprio da questo rapporto che sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica.
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Novità giurisprudenziali: all’interno di ciascuno dei sopra indicati argomenti è riportata una rassegna di relative sentenze.

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Il processo civile è lo strumento attraverso il quale vengono risolte le controversie di diritto privato, ossia di quella branca del diritto che si occupa dei rapporti tra le persone in relazione alla loro sfera personale o familiare o economico-patrimoniale.

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