• Successioni, eredità e donazioni

Avvocato eredità Bari

Per eredità si intende il complesso dei rapporti, attivi e passivi, che alla morte di una persona (detta de cuius) passa nella titolarità di uno o più altri soggetti, ad esclusione però di quei rapporti che, per loro natura, si estinguono con la morte, come ad esempio i diritti della personalità o la potestà parentale oppure l’usufrutto, l’uso o l’abitazione.

L’eredità, dunque, viene ad esistenza unicamente nel momento in cui la persona muore, per cui non si può parlare di eredità prima della sua morte.

La successione ereditaria, ossia appunto il passaggio della titolarità dei rapporti giuridici facenti capo al defunto in favore di coloro che subentrano in tali rapporti, può essere di due tipi:

a titolo universale, ossia mediante il subentro, pro quota o per l’intero, nella totalità dei diritti e degli obblighi del defunto, nel qual caso il successore acquista il titolo di erede;

– a titolo particolare, quando il subentro riguarda soltanto determinati rapporti indicati dallo stesso de cuius, nel quale diverso caso il successore acquista il titolo di legatario.

Al fine di ricevere un’eredità è sufficiente essere viventi o anche solo nascituri concepiti al tempo di apertura della successione, e possono ricevere l’eredità anche le persone giuridiche (ad es., le società).

Alcune persone, però, perdono la capacità di ricevere l’eredità perché sono divenute indegne per avere commesso atti particolarmente gravi nei confronti del defunto o dei suoi congiunti, anche se con il testamento il de cuius può comunque riabilitarle.

La successione ereditaria può essere testamentaria, se il defunto ha lasciato un testamento e, pertanto, si seguono le disposizioni riportate in quest’ultimo, o legittima, se invece non ha lasciato un testamento e, quindi, l’eredità si devolve in favore delle persone stabilite dalla legge: con la precisazione che, in ogni caso, il testatore non può completamente decidere del suo patrimonio, in quanto vi sono alcune persone, dette legittimari, in favore delle quali la legge riserva una porzione dell’eredità, detta quota di legittima, a prescindere dalle disposizioni contenute nel testamento.

Le questioni prevalentemente trattate dagli avvocati che si occupano di eredità e successioni ereditarie (talvolta cercati dagli utenti in rete utilizzando espressioni tipo “Avvocato eredità Bari” o “Avvocato causa ereditaria Bari” o “Avvocato successione ereditaria Bari”) per lo più riguardano:

  • accettazione dell’eredità puramente e semplicemente
    la quale comporta la (con)fusione del patrimonio del defunto e di quello dell’erede, il quale ultimo, conseguentemente, si avvantaggia del patrimonio del defunto, ma, al tempo stesso, risponde dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio, oltre che con quello ereditato;
  • accettazione dell’eredità con il beneficio di inventario
    in particolare per ciò che attiene alla posizione dei minori e degli interdetti, per effetto della quale il patrimonio del defunto e quello dell’erede restano distinti e quindi, tra le altre conseguenze, l’erede è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati soltanto entro il limite del valore dei beni da lui ereditati;
  • rinuncia all’eredità
    per cui la persona che avrebbe diritto all’eredità (il “chiamato”) dichiara di non volerla accettare e, dunque, di non volere essere erede;
  • eredità giacente
    situazione nella quale versa il patrimonio ereditario fino a quando coloro che hanno diritto di accettare l’eredità (i “chiamati”) e che non sono nel possesso dei beni ereditari non accettano l’eredità: tale situazione può comportare la nomina di un curatore;
  • fissazione di un termine per l’accettazione dell’eredità
    azione con la quale chi vi ha interesse può chiedere che il Tribunale fissi un termine entro il quale il chiamato all’eredità deve dichiarare se l’accetta o meno;
  • petizione dell’eredità
    azione con la quale l’erede può agire nei confronti di chiunque sia in possesso dei beni ereditari al fine di conseguirne la restituzione;
  • successione legittima
    ossia la successione che si apre in assenza di testamento ed alla quale possono concorrere, a seconda dei vari casi, i parenti (figli, genitori, ascendenti, fratelli e sorelle, parenti entro il sesto grado), il coniuge e, in mancanza di altri aventi diritto, lo Stato;
  • successione testamentaria
    ossia la successione che si apre in presenza di un testamento (olografo, pubblico, segreto) e con la quale il defunto dispone del suo patrimonio (nel rispetto, comunque, dei diritti dei legittimari: v. oltre) o soltanto di determinati beni (legato);
  • legittimari
    persone alle quali la legge riserva in ogni caso una quota dell’eredità (quota “legittima”), per cui, a prescindere da qualsiasi disposizione testamentaria, queste persone hanno diritto a tale quota; le persone in questione sono il coniuge, i figli e gli ascendenti legittimi;’
  • azione di riduzione
    con la quale i legittimari possono chiedere di ridurre le donazioni e le disposizioni testamentarie lesive della loro quota di legittima;
  • impugnazione del testamento
    al fine fare valere, ad esempio, eventuali vizi della volontà del testatore o l’apocrifia della sua sottoscrizione;
  • scioglimento della comunione ereditaria e divisione dei beni ereditari 
    mediante una procedura giudiziale che, partendo dallo scioglimento della comunione sui beni ereditari che si viene a determinare quando questi, per effetto della successione, finiscono con l’appartenere a più eredi, giunge a dividere i beni stessi tra gli eredi, o in natura o in denaro dopo la vendita dei beni medesimi.

Domande/Risposte relative all’eredità

Nell’ambito del diritto ereditario e delle successioni, la nostra attività è svolta in sede tanto stragiudiziale (si pensi, ad es., alla mediazione) quanto giudiziale, sia nei gradi di merito (Tribunale e Corte di Appello) che in Cassazione, in quest’ultimo caso dall’avv. Vittorio Schino, il nostro avvocato cassazionista.

Di seguito sono riportate le risposte ad alcuni dei quesiti più frequentemente posti dai nostri clienti con riferimento alle problematiche ereditarie e successorie.

  • Quando si diventa eredi
    La qualità di erede si acquisisce unicamente dopo la morte della persona della cui successione si discute, in conseguenza dell’accettazione della eredità.
  • Posso chiedere un anticipo sull’eredità
    Poiché di eredità si può parlare soltanto dopo che una persona è morta, l’anticipo sull’eredità non può essere chiesto e, anzi, è nullo ogni accordo con cui una persona dispone della propria eredità per il periodo precedente alla morte (divieto di patti successori). Fermo restando, dunque, che parlare di «anticipo sull’eredità» non è corretto, ciò non toglie che, comunque, lo stesso risultato pratico possa in  qualche maniera essere ottenuto attraverso una donazione: con la precisazione, però, che a seguito della morte del donante, se i beni donati al coniuge, ai figli ed ai loro discendenti risultano lesivi della quota di legittima destinata ai legittimari, la donazione è assoggettata alla c.d. “collazione”, attraverso la quale la donazione stessa rientra a fare parte della massa ereditaria.
  • Come si accetta l’eredità
    L’eredità si accetta con una dichiarazione formale resa dinanzi al Cancelliere del Tribunale o di fronte al notaio oppure con comportamenti concludenti che necessariamente comportano l’accettazione dell’eredità. Possono essere ritenuti comportamenti che comportano l’accettazione dell’eredità, a titolo meramente esemplificativo, l’esperimento dell’azione di riduzione, l’impugnazione del testamento, l’esperimento dell’azione di scioglimento della comunione ereditaria e di divisione, l’esperimento di azioni di recupero dei crediti ereditari, il pagamento dei debiti ereditari con denaro prelevato dall’asse ereditario. Di contro, non possono essere ritenuti comportamenti che comportano l’accettazione dell’eredità, a titolo meramente esemplificativo, la presentazione della dichiarazione di successione ed il pagamento della relativa imposta, il pagamento delle spese del funerale, la costituzione in giudizio al fine di fare valere il proprio difetto di legittimazione passiva, la mera immissione nel possesso dei beni ereditari.
  • Quanto tempo ho per accettare l’eredità
    Il termine per l’accettazione dell’eredità è dieci anni, decorso il quale l’eredità si intende rinunciata. Su istanza di chi vi ha interesse, però, il Tribunale può imporre un termine entro il quale accettare l’eredità, decorso il quale senza accettazione l’eredità si intende rinunciata.
  • Si può rinunciare all’eredità
    Si può rinunciare all’eredità con una dichiarazione formale resa dinanzi al Cancelliere del Tribunale o al notaio oppure lasciando decorrere senza accettazione il termine decennale previsto dalla legge o il termine più breve fissato dal Tribunale.
  • Cosa succede se il figlio rinuncia all’eredità del genitore
    Nel caso in cui il figlio rinunci all’eredità di un genitore, a lui subentrano i suoi discendenti per “rappresentazione”.
  • Cosa succede se il figlio muore prima del genitore
    Nell’ipotesi in cui il figlio sia morto prima del genitore, l’eredità del genitore si devolve ai discendenti del figlio per “rappresentazione”.
  • Che differenza c’è tra successione testamentaria e successione legittima
    La successione testamentaria è quella che si apre in presenza di un testamento di qualunque tipo (ad esempio, olografo, pubblico, segreto), per cui, nel rispetto dei diritti dei legittimari, l’eredità si devolve secondo quanto stabilito con il testamento. La successione legittima, invece, è quella che si apre in assenza di un testamento, per cui l’eredità si devolve in favore di determinati soggetti e secondo le quote prestabilite dalla legge.
  • Che cos’è la legittima
    La legittima  è quella parte dell’eredità che, in presenza di un testamento, comunque spetta per legge ai legittimari, ossia alle persone (coniuge, figli e ascendenti legittimi) più vicine al testatore.
  • Chi sono i legittimari
    I legittimari sono quelle persone più vicine al 
    de cuius (coniuge, figli e ascendenti) in favore delle quali, in presenza di un testamento, la legge riconosce comunque delle quote di eredità (quote legittime) a prescindere dalle disposizioni testamentarie.
  • Posso lasciare l’eredità a chi voglio. Si può lasciare tutta l’eredità ad un solo figlio
    Assolutamente no, perché, come visto, anche in presenza di un testamento vi sono persone (legittimari) a cui in ogni caso deve essere devoluta una porzione dell’eredità (legittima): con la conseguenza che la nomina di un figlio o di qualunque altra persona come erede universale vale soltanto per la parte di cui il de cuius poteva disporre (c.d. parte disponibile), non certamente per la porzione spettante ai legittimari.
  • È valido il testamento scritto a mano
    Il testamento scritto a mano, detto olografo, è la forma più consueta di testamento ed è certamente valido purché scritto di pugno del testatore e da lui sempre di pugno datato e firmato.
  • Cosa bisogna quando si trova il testamento scritto a mano
    Una volta che sia stato trovato il testamento olografo, questo deve essere portato dal notaio affinché provveda alla pubblicazione. 
  • È valido il testamento scritto al computer
    Decisamente no, anche se firmato dal testatore.
  • Si può impugnare il testamento
    Il testamento può essere impugnato in diversi casi, ad esempio perché non è della persona alla quale si riferisce o questa non era in grado di disporre delle sue ultime volontà o perché ha violate le quote di legittima previste in favore dei legittimari.
  • Si può cambiare il testamento. Si può revocare il testamento
    Il testamento può essere cambiato e, quindi, revocato tutte le volte che si vuole. Se viene sostituito con un altro, ad essere valido sarà sempre l’ultimo.
  • Il testamento ha una scadenza
    Il testamento non ha una scadenza, per cui resta valido ed efficace sino a quando non viene revocato o sostituito con un altro testamento.
  • Si può escludere un figlio dal testamento. Si può diseredare un figlio
    Poiché, anche in presenza del testamento, la legge riconosce che una quota dell’eredità in ogni caso deve essere devoluta ai legittimari (v. sopra), tra i quali soprattutto i figli, il figlio non può essere privato di quella quota. Di conseguenza, il testatore può escludere il figlio soltanto dalla parte dell’eredità di cui, effettivamente, può disporre con il testamento.
  • Chi paga i debiti del defunto
    I debiti del defunto sono pagati dagli eredi, che quindi diventano essi stessi debitori.
  • L’eredità può essere pignorata
    Poiché con l’accettazione dell’eredità si attua una (con)fusione tra il patrimonio del defunto e quello dell’erede, i beni caduti in eredità possono essere pignorati sia per debiti del defunto che per quelli dell’erede.
  • Che fine fanno i crediti del defunto
    I crediti del defunto si trasmettono agli eredi, che quindi diventano essi stessi creditori.
  • Si può lasciare l’eredità ad un minorenne
    Nulla impedisce di devolvere tutto o parte del patrimonio ereditario ad una persona con meno di 18 anni di età.
  • Un minorenne può ereditare
    Un minore di 18 anni può ereditare qualunque cosa, ma l’accettazione dell’eredità deve essere fatta per suo conto dai genitori 
    con beneficio di inventario.
  • Il coniuge separato ha diritto all’eredità. Il coniuge separato è erede
    Poiché con la separazione lo stato coniugale comunque permane, il coniuge separato conserva i diritti ereditari e, quindi, concorre all’eredità del coniuge defunto, a condizione però che non gli sia stata addebitata la responsabilità della separazione.
  • Il coniuge divorziato ha diritto all’eredità Il coniuge divorziato è erede
    Atteso che con il divorzio il vincolo matrimoniale viene definitivamente sciolto, l’ex coniuge superstite perde i diritti ereditari rispetto all’ex coniuge defunto.
  • L’erede può agire per l’intero credito
    Ciascun coerede può agire per il soddisfacimento dell’intero credito oggetto dell’eredità.
  • Cosa fare se un erede non vuole vendere l’immobile ereditato
    Nel caso alcuni eredi vogliano vendere uno o più immobili oggetto dell’eredità ma altri eredi non siano d’accordo, la soluzione è chiedere in Tribunale lo scioglimento della comunione ereditaria e, quindi, la divisione di quegli immobili, che può avvenire o fisicamente (laddove possibile) ovvero in denaro dopo che gli immobili sono stati venduti all’asta.
  • Nel caso di divisione ereditaria gli eredi possono chiedere l’intero immobile
    Nell’ipotesi in cui l’immobile ereditario oggetto della divisione tra più coeredi non sia comodamente divisibile, il coerede detentore della quota maggioritaria ha la preferenza nell’assegnazione dell’intero immobile, salvo che il Giudice non ritenga di discostarsi da questo criterio dando la preferenza ad un altro coerede.
  • Gli eredi possono rimettere la querela presentata dal de cuius
    Gli eredi possono rimettere la querela presentata dal de cuius
  • Gli eredi possono disconoscere la firma del cuius
    Gli eredi possono disconoscere la firma del defunto e, anzi, possono limitarsi a dichiarare di non conoscere la scrittura o la sottoscrizione del loro autore.
  • I legittimari possono fare valere la lesione della legittima
    Quando i legittimari ritengono che il defunto, con testamento o attraverso donazioni, abbia leso la loro quota di legittima, possono esercitare l’azione di riduzione al fine di ricostituire correttamente tale quota di legittima.
  • Gli eredi possono agire contro chi ha i beni ereditari
    Quando gli eredi vogliono che venga riconosciuta tale loro qualità contro chiunque possiede in tutto o in parte i beni ereditari a titolo di erede o senza titolo alcuno, possono agire mediante l’azione di petizione allo scopo di ottenere la restituzione dei beni ereditari
    .
  • Gli eredi possono affittare un immobile prima della dichiarazione di successione
    Gli eredi possono dare in locazione
     l’immobile ereditato anche prima di avere presentato la dichiarazione di successione: con la precisazione, comunque, che tale atto comporta l’accettazione tacita dell’eredità per comportamento concludente.
  • Il contratto di locazione può essere firmato da uno solo degli eredi
    Il contratto di locazione di un immobile ereditato può essere sottoscritto anche da uno soltanto dei coeredi.
  • Il figlio che si occupa dei genitori ha diritto ad una quota maggiore dell’eredità
    Il figlio che assiste i genitori, anche se in via esclusiva, non ha per questo motivo diritto ad una quota maggiore dell’eredità, in quanto la cura del genitore anziano rientra nell’obbligo di assistenza che incombe sui discendenti in favore dei propri genitori (anche se spesso, purtroppo, non tutti i figli si fanno carico di questo obbligo).
  • L’erede che abita la casa ereditata deve pagare il fitto
    Nel caso in cui l’immobile caduto in successione sia abitato, utilizzato o comunque occupato da uno soltanto dei coeredi, egli, su richiesta degli altri coeredi, deve corrispondere in loro favore un’indennità di occupazione, normalmente corrispondente al canone che potrebbe ricavarsi dalla locazione dell’immobile. In ogni caso, ciascun coerede può in qualunque momento chiedere lo scioglimento della comunione ereditaria, che potrebbe portare alla cessazione di tale utilizzo esclusivo.
  • I beni ereditati entrano in comunione
    I beni ricevuti in eredità non fanno parte della comunione dei beni
    .
  • Il coerede può usucapire un immobile
    Il coerede che sia nel possesso esclusivo dell’immobile ereditato insieme agli altri coeredi può fare valere l’usucapione in conseguenza del possesso esclusivo dell’immobile stesso da parte sua per almeno venti anni.
  • Che cosa può fare l’erede prima di accettare l’eredità
    Ricordato che la qualità di erede si acquista soltanto con l’accettazione dell’eredità e che, quindi, sino a quel momento non si può parlare di erede bensì di chiamato all’eredità, va detto che quest’ultimo, fino a quando appunto non accetti l’eredità e sempre che non sia stato nominato un curatore dell’eredità giacente, può esercitare le azioni possessorie a tutela dei beni ereditari senza bisogno di materiale apprensione, può compiere atti conservativi, di vigilanza e di amministrazione temporanea, e può farsi autorizzare da Giudice a vendere i beni che non si possono conservare o la cui conservazione importa grave dispendio.

Contatti

Per le problematiche di diritto ereditario e delle successioni contattate la sede di Bari del nostro studio, le caratteristiche generali della cui attività sono riportate in Home e Studio legale.

Logo Studio Schino

Novità giurisprudenziali:

  • 13.04.2021 – Cassazione Civile – sez. I – ordinanza n. 9670/21 – Strumenti finanziari caduti in successione: la banca deve pagare gli interessi agli eredi? – In presenza di un contratto di deposito titoli a custodia e amministrazione concluso dal de cuius l’erede è creditore del solo controvalore degli strumenti finanziari liquidati dalla banca oppure anche degli interessi?
  • 11.01.2021 – Cassazione, terza sezione civile, ordinanza n. 210/2021 – Il certificato dello stato di famiglia non fa presumere l’accettazione tacita dell’eredità – Nel caso di azione proposta da un soggetto che si qualifichi erede in virtù di un determinato rapporto parentale o di coniugio, la produzione del certificato dello stato di famiglia è idonea a dimostrare l’allegata relazione familiare e, dunque, la qualità di soggetto che deve ritenersi chiamato all’eredità, ma non anche la qualità di erede, posto che essa deriva dall’accettazione espressa o tacita, non evincibile dal certificato.
  • 15.12.2020 – Cassazione, seconda sezione civile, sentenza n. 28602/2020 – La legataria, divenuta erede dell’erede onerato, è legittimata a proseguire l’azione intrapresa dal suo dante causa – Il legatario, in quanto portatore di un interesse opposto all’invalidità del testamento contenente la disposizione a titolo particolare in suo favore, non è legittimato alla conferma del testamento stesso che sia nullo o annullabile, posto che tale legittimazione sussiste solo in capo a chi, dall’accertamento giudiziale della invalidità trarrebbe un vantaggio che si sostanzia nel riconoscimento di diritti (o di maggiori diritti) oppure nell’accertamento della inesistenza di determinati obblighi testamentari.
  • 09.11.2020 – Cassazione, sesta sezione civile, ordinanza n. 25077/2020 – Interesse del successibile ex lege all’impugnazione del testamento – L’interesse del successibile ex lege ad impugnare il testamento non può essere negato a causa della considerazione solo teorica che sussistano altri successibili che lo precedano nell’ordine successorio, dovendo questi ultimi essere “noti”.
  • 14.10.2020 – Cassazione, seconda sezione civile, ordinanza n. 22191/2020 – La volontà di distruggere il testamento non implica necessariamente la volontà di revoca – L’irreperibilità del testamento, di cui si provi l’esistenza in un certo tempo mediante la produzione di una copia, è equiparabile alla distruzione. L’onus probandi che esso fu distrutto da persona diversa dal testatore, oppure che costui non aveva intenzione di revocarlo, incombe su chi vi ha interesse.
  • 30.09.2020 – Cassazione, seconda sezione civile, ordinanza n. 20878/2020 – Il chiamato all’eredità, che vi abbia poi rinunciato, non deve pagare le sanzioni per le infrazioni commesse con l’auto del de cuius – Laddove il chiamato all’eredità abbia provveduto al pagamento di un verbale per alcune violazioni stradali compiute dall’auto intestata al de cuius, non è possibile configurare un’accettazione tacita di eredità. Nel caso in cui provveda poi alla rinunzia dell’eredità, deve essere accolta l’opposizione ai verbali di accertamento notificatigli per le successive infrazioni.
  • 27.08.2020 – Cassazione, seconda sezione civile, sentenza n. 17926/2020 – Il legittimario che agisce in riduzione non è obbligato a precisare esattamente l’entità economica della lesione subita – Il legittimario che agisce in riduzione delle disposizioni testamentarie o per l’annullamento di donazione, non è tenuto a precisare esattamente l’entità della lesione che avrebbe subito, essendo sufficiente un’indicazione della rappresentazione patrimoniale del de cuius, anche sulla base di elementi presuntivi, che renda verosimile la sussistenza della lesione di legittima.
  • 28.07.2020 – Cassazione, seconda sezione civile, sentenza n. 16079/2020 – Interpretazione della volontà testamentaria – Nell’interpretazione del testamento il giudice di merito deve accertare, secondo il principio generale di ermeneutica di cui all’art. 1362 c.c., quale sia stata l’effettiva volontà del testatore, comunque espressa, valutando congiuntamente e in modo coordinato l’elemento letterale e quello logico dell’atto unilaterale “mortis causa”, nel rispetto del principio di conservazione del contratto.
  • 06.07.2020 – Cassazione, terza sezione civile, sentenza n. 13851/2020 – Spetta ai chiamati all’eredità di un soggetto deceduto nelle more di un processo dimostrare di non essere divenuti eredi – In considerazione del principio della prossimità della prova – presidio ontologicamente sistemico che apporta al canone dell’art. 2697 c.c. una specifica tutela dal suo abuso – deve affermarsi che spetta ai chiamati all’eredità di un soggetto deceduto nelle more di un processo, e conseguentemente convenuti in riassunzione, in primis allegare e quindi dimostrare di non essere divenuti eredi.
  • 20.02.2020 – Cassazione, seconda sezione civile, sentenza n. 4449/2020 – È atto di esecuzione del testamento qualunque attività diretta alla conservazione o all’incremento del patrimonio del de cuius – Anche l’incasso di un canone di locazione costituisce condotta integrante l’accettazione e l’esecuzione delle disposizioni testamentarie.
  • 22.01.2020 – Cassazione, sesta sezione civile, ordinanza n. 1438/2020 – L’accettazione tacita di eredità può essere desunta dalla voltura catastale – L’accettazione tacita dell’eredità può essere desunta anche dal comportamento del chiamato, laddove abbia posto in essere una serie di atti incompatibili con la volontà di rinunciarvi o che siano concludenti e significativi della volontà di accettare.
  • 29.09.2019 – Cassazione, seconda sezione civile, sentenza n. 24184/2019 – Testamento ritrovato in corso di divisione ereditaria: la successione diventa testamentaria – Una volta proposta domanda di divisione, secondo legge, dell’asse ereditario, non configura domanda nuova la pretesa che la divisione avvenga sulla base di testamento nel frattempo ritrovato. Difatti, accertata in corso di causa l’esistenza di un testamento, il procedimento di divisione sulla scorta di successione legittima non può più essere portato a termine, stante la prevalenza della successione testamentaria.
  • 19/09/2016 – Cassazione civile sez. II 19 settembre 2016 n. 18280 La liberalità d’uso prevista dall’art. 770, comma 2, c.c. sussiste quando la elargizione si uniformi, anche sotto il profilo della proporzionalità alle condizioni economiche dell’autore dell’atto, agli usi e costumi propri di una determinata occasione, da vagliarsi anche alla stregua dei rapporti esistenti fra le parti e della loro posizione sociale. Tali liberalità trovano fondamento negli usi invalsi a seguito dell’osservanza di un certo comportamento nel tempo, e dunque di regola in occasione di quelle festività, ricorrenze, occasioni celebrative che inducono comunemente a elargizioni, soprattutto in considerazione dei legami esistenti tra le parti.
  • 19/07/2016 – Cassazione civile sez. II 19 luglio 2016 n. 14747 Al fine di stabilire se l’atto di disposizione patrimoniale compiuto in vita dal de cuius sia lesivo della quota riservata ai legittimari, la donazione con riserva di usufrutto deve essere calcolato come donazione in piena proprietà.
  • 23/05/2016 – Cassazione civile sez. II 23 maggio 2016 n. 10614 La compravendita di un bene ad un prezzo inferiore a quello effettivo non realizza, di per sé, un “negotium mixtum cum donatione”, occorrendo non solo una sproporzione tra le prestazioni di entità significativa, ma anche la consapevolezza, da parte dell’alienante, dell’insufficienza del corrispettivo ricevuto rispetto al valore del bene ceduto, sì da porre in essere un trasferimento volutamente funzionale all’arricchimento della controparte acquirente della differenza tra il valore reale del bene e la minore entità del corrispettivo ricevuto.
  • 19/04/2016 – Cassazione civile sez. II 19 aprile 2016 n. 7710 L’usufrutto successivo “improprio”, che ricorre allorché il costituente trasferisca, per atto “inter vivos” diverso dalla donazione, la nuda proprietà di un immobile, riservando a sé e, per il periodo successivo alla propria morte, ad uno o più terzi, l’usufrutto sul bene, così da farne coincidere la durata con la vita del più longevo degli usufruttuari, è ammissibile e resta sottratto al divieto di cui all’art. 698 c.c., in quanto la fattispecie negoziale costitutiva dei diversi usufrutti si perfeziona con la conclusione del contratto, rappresentando la premorienza del costituente un fatto puramente accidentale e non causale rispetto alla produzione degli effetti.
  • 27/11/2015 – Cassazione civile sez. II 27 novembre 2015 n. 24291 Ai fini della configurazione della violazione del divieto di patti successori, la rinunzia ai diritti spettanti ad un soggetto in qualità di legittimario deve essere espressa in maniera non equivoca. Perciò, non vi è rinunzia se con scrittura privata venga determinato tra gli eredi il conguaglio ritenuto dovuto e riferito al valore di beni trasferiti ai figli dalla madre quando la stessa era ancora in vita e non per il tempo della (futura) successione.
  • 30/06/2015 – Cassazione civile sez. II 30 giugno 2015 n. 13407 In tema di successione necessaria, qualora la lesione della legittima derivi da donazioni, il termine decennale di prescrizione dell’azione di riduzione decorre dalla data di apertura della successione non essendo sufficiente il “relictum” a garantire al legittimario il soddisfacimento della quota di riserva, senza che rilevi, a tal fine, che la riduzione sia domandata, ai sensi dell’art. 557, primo comma, cod. civ., dall’erede del legittimario, a cui non spetta un diritto autonomo rispetto al suo dante causa, sicché, ove al momento dell’apertura della successione del legittimario risulti già maturata la prescrizione dell’azione di riduzione, resta preclusa all’erede la possibilità di domandare utilmente la stessa, non potendo la morte del legittimario comportare la reviviscenza di un diritto che quest’ultimo aveva già perduto.
  • 15/06/2015 – Cassazione civile sez. un. 15 giugno 2015 n. 12307 La parte che contesti l’autenticità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e grava su di essa l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo
  • 11/06/2015 – Cassazione civile sez. II 11 giugno 2015 n. 12158 In tema di delazione dell’eredità, non ha luogo la successione legittima (nella specie, per la somma risultante da un credito su un conto corrente intestato al “de cuius”, non oggetto di legato) agli effetti dell’art. 457, secondo comma, cod. civ., in presenza di disposizione testamentaria a titolo universale, sia pur in forma di istituzione “ex re certa”, tenuto conto della forza espansiva della stessa per i beni ignorati dal testatore o sopravvenuti.
  • 16/04/2015 – Cassazione civile sez. II 16 aprile 2015 n. 7821 In presenza di un contratto di donazione non ancora perfetto, per la mancanza della notificazione al donante dell’atto pubblico di accettazione del donatario, ai sensi dell’art. 782, secondo comma, cod. civ., va riconosciuto in capo allo “accipiens” il solo “animus detinendi” e non lo “animus possidendi”, trattandosi di negozio traslativo non ancora venuto ad esistenza in quanto privo dell’elemento conclusivo di una fattispecie a formazione progressiva.
  • 22/10/2014 – Successione testamentaria, Cass. civ., sez. II, 22/10/2014 n. 22168 In tema di successioni testamentarie, è estranea al fedecommesso “de residuo” l’imposizione dell’obbligo di conservazione dei beni, rimanendo la sostituzione comunque nulla, ai sensi dell’art. 692, quinto comma, cod. civ., in quanto sussiste l’elemento della duplice vocazione in ordine successivo.
  • 22/10/2014 – Cassazione civile sez. II 22 ottobre 2014 n. 22456 La ratio dell’art. 540 c.c. è da rinvenire non tanto nella tutela dell’interesse economico del coniuge superstite di disporre di un alloggio, quanto dell’interesse morale legato alla conservazione dei rapporti affettivi e consuetudinari con la casa familiare, quali la conservazione della memoria del coniuge scomparso, delle relazioni sociali e degli status simbols goduti durante il matrimonio. Ne segue che in caso di separazione personale dei coniugi e di cessazione della convivenza, l’impossibilità di individuare una casa adibita a residenza familiare fa venire meno il presupposto oggettivo richiesto ai fini dell’attribuzione dei diritti di abitazione.
  • 20/10/2014 – Cass. civ., sez. VI, 20/10/2014 n. 22195 In tema di successione a causa di morte, la perdita del diritto di accettare l’eredità ex art. 481 cod. civ. comporta anche la perdita della qualità di chiamato all’eredità per testamento, con la conseguenza che la devoluzione testamentaria diviene inefficace e si apre esclusivamente la successione legittima, ai sensi dell’art. 457 cod. civ., senza che si verifichi la coesistenza tra successione testamentaria e successione legittima.
  • 17/10/2014 – Cassazione civile sez. II 17 ottobre 2014 n. 22078 La produzione o l’indicazione delle scritture di comparazione da parte di colui che intende valersi della scrittura privata disconosciuta costituisce un onere imprescindibile per una corretta proposizione dell’istanza di verificazione; né evidentemente tale onere può essere assolto mediante l’allegazione di tali scritture ad una perizia di parte, tale fase del procedimento attenendo all’ espletamento di una consulenza tecnica d’ufficio che comunque, oltre che eventuale, è in ogni caso successiva alla proposizione dell’istanza di verificazione (nella specie, relativa al disconoscimento di un testamento, la Corte ha confermato la sentenza di merito che, nell’affermare che gli attori nel giudizio di primo grado avevano presentato una perizia di parte concludente per l’autografia della firma sulla copia del testamento olografo allegando le scritture delle quali il perito di parte si era avvalso per la comparazione, aveva correttamente osservato che una cosa è produrre le scritture di comparazione indicandole al giudice ed alle controparti, ed altra cosa è allegarle semplicemente quali documenti ad una perizia di parte).
  • 04/07/2014 – Divisione ereditaria – In genere – Cass. civ., sez. II, 04/07/2014 n. 15396 In tema di divisione di cose comuni, il giudice ha il potere discrezionale di derogare dal criterio, indicato nell’art. 720 c.c., della preferenziale assegnazione al condividente titolare della quota maggiore, purché assolva all’obbligo di fornire adeguata e logica motivazione della diversa valutazione di opportunità adottata, che si risolve in un tipico accertamento di fatto, sottratto come tale al sindacato di legittimità ove adeguatamente motivato.
  • 13/02/2014 – Successione – Rinuncia alla eredità – Forma – Cass. civ., sez. III, 13/02/2014 n. 3346 L’inserzione dell’atto di rinuncia all’eredità nel registro delle successioni costituisce una forma di pubblicità funzionale a rendere la rinuncia opponibile ai terzi e non ai fini della sua validità. Ne consegue che il creditore ereditario, che agisca in giudizio contro l’erede per il pagamento dei debiti del “de cuius”, a fronte della produzione di un atto pubblico di rinunzia all’eredità, ha l’onere di provare, anche solo mediante l’acquisizione di una certificazione della cancelleria del tribunale competente, il mancato inserimento dell’atto “de quo” nel registro delle successioni.
  • 16/05/2013 – SUCCESSIONE TESTAMENTARIA – In genere – Cassazione civile sez. II 16 maggio 2013 n. 11906 In tema di successioni “mortis causa”, allorché l’adempimento dell’onere apposto ad una disposizione testamentaria, consistente nell’obbligo per l’erede di prestare assistenza e cura ad un terzo vita natural durante, sia reso impossibile dal rifiuto di quest’ultimo di usufruire di tali prestazioni, non è configurabile la nullità della disposizione ai sensi dell’art. 647, terzo comma, cod. civ., il quale attiene esclusivamente alle ipotesi di impossibilità originaria di adempimento dell’onere, trovando, invece, l’impossibilità sopravvenuta la propria disciplina nei principi generali relativi alla risoluzione o all’estinzione dell’obbligazione, con conseguente eventuale liberazione dell’onerato a seguito di costituzione in mora del beneficiario.
  • 08/01/2013 – SUCCESSIONE IN GENERE – Accettazione della eredità – prescrizione – Cassazione civile sez. II 08 gennaio 2013 n. 264 In tema di successioni “mortis causa”, è manifestamente infondata la q.l.c., per contrasto con gli art. 3 e 24 cost., dell’art. 480 comma 2 c.c., interpretato nel senso che il termine decennale di prescrizione del diritto di accettare l’eredità decorre unitariamente dal giorno dell’apertura della successione, pure nel caso di successiva scoperta di un testamento del quale non si aveva notizia. Invero, detta disciplina si rivela frutto di una scelta ragionevole del legislatore, in quanto finalizzata, come in tutte le ipotesi di prescrizione, al perseguimento della certezza delle situazioni giuridiche, e quindi ispirata dall’esigenza di cristallizzare in modo definitivo, dopo un certo lasso di tempo, la regolamentazione dei diritti ereditari tra le diverse categorie di successibili, in maniera da accordare specifica tutela a chi abbia accettato, nell’indicato termine di dieci anni, l’eredità devolutagli per legge o per testamento, ed anche a chi, dopo aver accettato nel termine l’eredità legittima, abbia fatto valere un testamento successivamente scoperto, rispetto a colui che, chiamato per testamento e non pure per legge all’eredità, non abbia potuto accettare la stessa nel termine di prescrizione per mancata conoscenza dell’esistenza di tale scheda testamentaria; d’altra parte, prevedendo l’art. 480 c.c. un termine prescrizionale, cui va riconosciuta natura sostanziale e non processuale, esso rimane per sua natura estraneo all’ambito di tutela dell’art. 24 cost., in quanto non volto all’esercizio del diritto di difesa.
  • 08/01/2013 – SUCCESSIONE IN GENERE – Accettazione della eredità – tacita – Cassazione civile sez. II 08 gennaio 2013 n. 263 In tema di successioni mortis causa, costituisce accettazione tacita dell’eredità l’istanza, avanzata dal chiamato, di voltura di una concessione edilizia già richiesta dal de cuius, trattandosi di iniziativa che, non rientrando nell’ambito degli atti conservativi e di gestione dei beni ereditari, consentiti prima dell’accettazione dall’art. 460 c.c., travalica il semplice mantenimento dello stato di fatto esistente al momento dell’apertura della successione, e la cui proposizione dimostra, pertanto, l’avvenuta assunzione della qualità di erede.
  • 31/08/2011 – Successione legittima e necessaria, riduzione, Cass. civ., sez. II, 31/08/2011 n. 17896 L’art. 564 c.c., ai sensi del quale nella successione “ab intestato” il legittimario, che non abbia accettato l’eredità con beneficio di inventario, non può esercitare l’azione di riduzione delle donazioni fatte dal “de cuius” a persone non chiamate come coeredi, manifestamente non contrasta con il principio costituzionale di uguaglianza sotto il profilo della mancata estensione della esclusione dall’onere dell’accettazione beneficiata dell’eredità, prevista a favore del legittimario pretermesso dal testatore, al legittimario il quale sia stato invece diseredato mediante atti di donazione trattandosi di situazioni giuridiche dissimili, talché la disparità di trattamento normativo trova obiettiva giustificazione. L’azione di simulazione relativa proposta dall’erede in ordine ad un atto di disposizione patrimoniale del “de cuius” stipulato con un terzo, che si assume lesivo della quota di legittima ed abbia tutti i requisiti di validità del negozio dissimulato deve ritenersi proposta esclusivamente in funzione dell’azione di riduzione prevista dall’art. 564 c.c., con la conseguenza che l’ammissibilità dell’azione è condizionata dalla preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario.
Logo Studio Schino

Novità giurisprudenziali: all'interno di ciascuno dei sopra indicati argomenti è riportata una rassegna di relative sentenze.

Alternative alle cause

Risoluzione in via conciliativa delle controversie civili, evitando il ricorso al Giudice, attraverso strumenti dai tempi estremamente brevi (pochi mesi).

Maggiori dettagli

F.A.Q.

In questa sezione troverete le risposte alle domande frequenti sul rapporto cliente/avvocato e sull'attività di questi.

Maggiori dettagli

Processo civile in pillole

Il processo civile è lo strumento attraverso il quale vengono risolte le controversie di diritto privato, ossia di quella branca del diritto che si occupa dei rapporti tra le persone in relazione alla loro sfera personale o familiare o economico-patrimoniale.

Maggiori dettagli

Soluzione ai debiti del consumatore e del microimprenditore

Risoluzione delle situazioni di indebitamento dei consumatori e dei piccoli imprenditori.

Maggiori dettagli

Questo sito web, in conformità con la Legge professionale e il Codice Deontologico dell'avvocatura (art. 17), si propone di informare gli assistiti e i potenziali Clienti sull'organizzazione interna allo studio legale e sulle nuove metodologie d'instaurazione dei rapporti professionali con la clientela.

Contattaci

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (art. 13 del Regolamento europeo 679/2016)