• Indennizzo per legge Pinto

Tutela del debitore

Limiti alla pignorabilità di alcuni beni (prima casa, stipendio, pensione, polizza vita, fondo patrimoniale), riduzione e conversione del pignoramento, accordo di composizione della crisi

Il debitore, proprio perché tale, è tenuto a fare fronte alle proprie obbligazioni, anche se questo, però, non significa che sia privo di tutela, tutt’altro.

È vero, infatti, che il principio generale è che egli risponde delle obbligazioni con tutti i suoi beni, presenti e futuri.

Ciò non toglie, tuttavia, che detto principio soffra di alcune limitazioni.

Occorre considerare, difatti, che vi sono alcuni beni impignorabili (non aggredibili, cioè, da parte del creditore), in via assoluta o relativa.

Tra i primi rientrano, ad es., i crediti alimentari (tranne che per cause di alimenti), l’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli e le sedie della cucina, il frigorifero, la lavatrice, gli armadi, la polizza vita, il fondo patrimoniale (se il creditore sa che il debito è stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia), l’usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio minorenne.

Tra i secondi (beni relativamente impignorabili), invece, rientrano, sempre a titolo esemplificativo, gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore, le cose che il proprietario di un fondo vi tiene per il servizio e la coltivazione del fondo stesso.

Ancora, la prima casa non è pignorabile da parte dell’Agenzia Entrate Riscossioni e lo stipendio o la pensione sono pignorabili da qualunque creditore soltanto entro determinati limiti.

Inoltre, il debitore può evitare il pignoramento di cose depositando all’Ufficiale Giudiziario, come oggetto di pignoramento, una somma di denaro pari all’importo del credito per cui si procede nei suoi confronti aumentato di due decimi.

Laddove, poi, il valore dei beni pignorati sia superiore alle spese di esecuzione ed alle somme dovute al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, il debitore può chiedere la riduzione del pignoramento.

Prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati, invece, può chiedere di sostituire a questi ultimi una somma di denaro pari alle spese di esecuzione ed alle somme dovute al creditore pignorante e ai creditori intervenuti.

Occorre considerare, per di più, che il creditore non può ingiustificatamente frazionare il credito ponendo in essere contro il debitore più azioni che traggano origine della stessa obbligazione e che, in generale, egli non può aggravare la posizione del debitore.

Da ultimo, il consumatore ed il piccolo imprenditore che versino in una situazione di perdurante indebitamento possono ricorrere allo strumento della composizione della crisi da sovraindebitamento.

Per assistenza e consulenza in ordine a tali problematiche contattate i nostri Avvocati civilisti.

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